Roma, 1 giu – In un anno i disoccupati sono aumentati di 870mila unità: sono i dati Istat ad aprile. Su base mensile, invece, si registra un lieve aumento degli occupati (+0,1%, pari a +20mila unità rispetto a marzo 2021). Ma rispetto ad aprile 2020 un calo (-0,8%) pari a -177mila unità. Sono gli effetti delle chiusure imposte per mesi contrastare la pandemia. E il tasso di disoccupazione sale ancora, al 10,7% (+0,3 punti). Si tratta del livello più alto da ottobre 2018, quando era risultato pari al 10,8%.

Istat: disoccupati in aumento su base annua

Se su base annua i disoccupati sono in aumento, ad aprile la lieve crescita degli occupati su base mensile, chiarisce l’Istat, è dovuta solamente ai dipendenti a termine che risultano pari a +96mila (+3,5%). Questo perché i dipendenti permanenti e gli autonomi diminuiscono dello 0,3% e dello 0,6% rispettivamente (-47mila e -30mila). Nel confronto annuo, il calo degli occupati coinvolge gli indipendenti, che diminuiscono del 3,6% (-184mila) e i dipendenti permanenti, che diminuiscono dell’1,5% (-222mila). Crescono invece dell’8,9% (+229mila) i dipendenti a termine. Rispetto al mese di marzo, ad aprile l’aumento del numero di persone in cerca di lavoro (+3,4%, pari a +88mila unità) riguarda entrambe le componenti di genere e tutte le classi d’età. Inoltre, sempre nel confronto mensile, diminuisce anche il numero di inattivi di 15-64 anni (-1,0%, pari a -138mila unità).

Tasso di occupazione perde quasi due punti

Ma i danni delle chiusure imposte per contrastare la pandemia sono purtroppo evidenti. “Rispetto a febbraio 2020, mese precedente a quello di inizio della pandemia, gli occupati sono oltre 800mila in meno e il tasso di occupazione è più basso di quasi 2 punti percentuali“, riporta l’Istat.

Lieve ripresa del Pil (+0,1%) nel primo trimestre

Al contempo, il primo trimestre del 2021 si è chiuso in crescita (seppur minima) per l’economia italiana. L’Istat ha ribaltato le prime stime del 30 aprile scorso, che indicavano un calo congiunturale dello 0,4%, calcolando per il periodo gennaio-marzo un aumento del Pil (corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato) dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti. Rivista anche la stima sul primo trimestre 2020, a -0,8% rispetto al -1,4% comunicato ad aprile. Ma anche qui, se andiamo a vedere nel dettaglio, pesano lockdown e chiusure. Infatti il moderato recupero dell’attività produttiva risulta dalla sintesi di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura e dell’industria e però di una contrazione del terziario, che in alcuni comparti ha risentito ancora degli effetti della serrata generale.

Ludovica Colli

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2 Commenti

  1. […] Roma, 12 giu – Non accenna, nonostante il blocco dei licenziamenti, la corsa della disoccupazione. Nel primo trimestre del 2021, rileva l’Istat nella sua periodica analisi sul mercato del lavoro, è salita al 10,4%. Peggiorando su base sia congiunturale che tendenziale: è aumento di mezzo punto rispetto all’ultimo trimestre del 2020 e dell’1,2% rispetto allo stesso periodo sempre dello scorso anno. E’ il dato più alto dall’autunno del 2018 e conferma sostanzialmente l’incremento dei senza lavoro che in un anno sfiora il milione di unità. […]

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