La Spezia, 1 feb — Rischia di essere denunciato per interruzione di pubblico esercizio don Piero Corsi, il sacerdote che stamattina ha creato scompiglio all’ufficio postale di Bolano (La Spezia) per essersi rifiutato di mostrare il green pass pretendendo di pagare alcune bollette. 

Sacerdote anti green pass crea scompiglio alle Poste

I fatti sono avvenuti intorno alle 10, quando don Corsi è entrato alle Poste sprovvisto di pass vaccinale, con tutta l’intenzione di dirigersi verso lo sportello per saldare alcuni bollettini. Gli impiegati della struttura hanno prima cercato di convincere il prete a uscire. Ma lui, irremovibile, ha rifiutato di cedere il posto ai clienti in attesa. Stando a quanto racconta un testimone, alcuni di loro si sarebbero anche offerti di saldare le sue bollette. Sono allora intervenuti i carabinieri, allertati dal personale dell’ufficio postale, che sono riusciti a farlo uscire il prete. Ora, come detto, il sacerdote rischia una denuncia.

Un don decisamente sopra le righe 

Ma il nome di Don Corsi è famoso per la condotta decisamente «sbarazzina»: uomo dall’avventuroso passato come incursore nella Marina, nel 2013 aveva affisso alla bacheca della chiesa un messaggio in cui si attribuiva la colpa dei femminicidi alle donne. Sempre nel 2013 aveva esposto in bacheca alcune vignette dal sapore anti-islamico, innescando le proteste di alcuni fedeli e le timide reazioni della Curia, che gli chiese di rimuovere i disegni. Un altro episodio lo aveva visto litigare ferocemente con un immigrato che chiedeva l’elemosina, minacciandolo con un pesante candelabro. Nel 2016 era stato denunciato (e poi assolto) per avere minacciato un vigile urbano stagionale puntandogli contro un’idropulitrice.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

5 Commenti

  1. Questo è quello che succede quando la politica nazicomunista isola e toglie il diritto di accesso a chi non vuole fare da cavia gratuita a gruppi chimici privati.Inoltre le cavie devono togliere alle industrie e ai politici ogni responsabilità con la propria firma di consenso mentre i profitti di questi veleni tossici e anche mortali se gli prendono i banchieri e loro burattini.
    Il prete in questione aveva tutti i diritti degli altri ma gli sono stati negati.I media sembrano volerlo far passare invece come individuo disturbato mentre disturbati e psicopatici sono ben altri

  2. Ma il pagamento delle bollette è un obbligo.
    I nostri governanti fanno norme illogiche.
    Questo don Piero ha tutta la mia attenzione.

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