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Roma, 3 giu — Perché le femministe non si stracciano le vesti per Saman Abbas? Eppure gli ingredienti per gettare sul piede di guerra sinistra, mondo progressista e soprattutto le femministe ci sarebbero tutte. Una cultura fortemente patriarcale, parenti maschili poco inclini ad accettare vedute moderne sulla vita e sulla autodeterminazione femminile, violenza, e una pista battuta dagli inquirenti davvero terribile: omicidio e occultamento di cadavere.



Alle femministe non interessa Saman

La vittima è una ragazza di origini pakistane, Saman Abbas, 18enni, residente a Novellare (Reggio Emilia) e di cui non si hanno più notizie dalla fine di aprile. Da pochi giorni è stato arrestato un suo cugino, in Francia, ma il padre della ragazza nega qualunque violenza e dice che la figlia sarebbe in Belgio. Saman era entrata in conflitto irrisolvibile con i famigliari — in particolar modo il padre — per essersi opposta al matrimonio combinato con un cugino residente in Pakistan. Saman preferiva vivere «all’occidentale», era brava a scuola e avrebbe voluto proseguire gli studi, incontrando il rifiuto dei famigliari.

Silenzio assordante

Eppure, nonostante un clima e un contesto che alcuni intellettuali di sinistra definirebbero da «Medioevo» — se la religione coinvolta in questo caso non fosse l’Islam — nonostante l’assai plausibile ipotesi di «femminicidio», si registra un assordante silenzio da parte delle Murgia, delle Boldrini, delle Lucarelli, della varie sedi di Non una di meno. Le stesse che passano gran parte del loro tempo a rubricare come femminicidio qualunque fatto di cronaca nera e a inveire contro la famiglia tradizionale e contro il patriarcato, in questo caso hanno perso l’uso della voce.

Patriarcato cattivo è solo quello bianco

Il meccanismo è sempre il medesimo: è «patriarcato cattivo» solo se riguarda l’uomo bianco, eterosessuale, europeo. Si chiama patriarcato «buono» e messo sotto la voce «è la loro cultura» se a commettere nefandezze è l’immigrato. E’ «Medioevo» se l’estrazione è cattolica, è «cultura diversa dalla nostra» se la fede è musulmana. E così mentre le Aurore Ramazzotti frignano per il catcalling, al di fuori della loro bolla di privilegio esistono ragazze la cui vita è — letteralmente — in mano ai padri, i quali possono decidere di darle via come vacche da monta o ucciderle se si rifiutano di ubbidire.

Cristina Gauri

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6 Commenti

  1. […] Chiaro come queste usanze presentino dei seri problemi in tema di autodeterminazione della donna. E se — certo — ogni Paese può avere le sue usanze e le sue tradizioni, appare chiaro come la cosa possa diventare un oggettivo problema a fronte dei flussi migratori. Soprattutto quando certe usanze vengono poi importate nei Paesi occidentali. Spesso nel silenzio generalizzato di progressisti e femministe. […]

  2. […] Gli invitati hanno circondato, strattonato e preso a schiaffi il malcapitato, a dimostrazione che la pratica del matrimonio combinato in una vasta parte dell’India è ancora oggi una faccenda estremamente seria. A testimoniarlo, la morte di una donna, la settimana scorsa, evento che ha portato addirittura alla «sostituzione» della defunta con la sorella, per poter comunque concludere le nozze e non deludere le aspettative del promesso sposto. Una sorta di «soddisfatti o rimborsati» della cultura tradizionale indiana. Chiaro come queste usanze presentino dei seri problemi in tema di autodeterminazione della donna. E se — certo — ogni Paese può avere le sue usanze e le sue tradizioni, appare chiaro come la cosa possa diventare un oggettivo problema a fronte dei flussi migratori. Soprattutto quando certe usanze vengono poi importate nei Paesi occidentali. Spesso nel silenzio generalizzato di progressisti e femministe. […]

  3. […] Chiaro come queste usanze presentino dei seri problemi in tema di autodeterminazione della donna. E se — certo — ogni Paese può avere le sue usanze e le sue tradizioni, appare chiaro come la cosa possa diventare un oggettivo problema a fronte dei flussi migratori. Soprattutto quando certe usanze vengono poi importate nei Paesi occidentali. Spesso nel silenzio generalizzato di progressisti e femministe. […]

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