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Roma, 22 nov – Siamo incerti se definirlo un incubo o una barzelletta: i gretini chiamano all’appello le sardine e le invitano a scioperare con loro. Due movimenti che a grandi linee si intersecano: scommettiamo che molti dei manifestanti del Fridays for Future si sono fiondati in piazza, nei giorni scorsi, sventolando i loro pescetti di carta contro Salvini “in difesa della democrazia” – quella forma di governo che ultimamente fa così schifo all’esecutivo giallofucsia che sostengono – e qui ci fermiamo con le scatole cinesi di cortocircuiti.

Il Black friday

Fridays For Future alias i gretini, il movimento ambientalista dei giovani seguaci dell’attivista Greta Thunberg, sta organizzando il suo quarto sciopero globale per il clima, previsto per venerdì 29 novembre. La data non è casuale: sarà in occasione del famigerato Black Friday, per contestare la giornata simbolo del consumismo capitalista più gretto – un modello ritenuto esasperato e non sostenibile. Già le vediamo, le decine di migliaia di manifestanti del 29, a rinunciare al “modello non sostenibile”, a disdire l’abbonamento Amazon Prime, rifiutarsi di cambiare cellulari e altri dispositivi tecnologici, a girare con lo stesso paio di scarpe per mesi. Basta farsi un giro in un qualsiasi liceo per testare la volontà degli studenti italiani di contribuire all’ecosostenibilità. Ma non divaghiamo. Gli organizzatori del Fff hanno quindi lanciato un appello al movimento delle sardine perché aderisca allo sciopero, “convinti che gli obiettivi per cui entrambi lottiamo siano complementari e spesso coincidano”.

La pasionaria verde capitolina

“Questo sistema non ci piace -, ha spiegato in una conferenza stampa davanti a Montecitorio Marianna Panzarino di Fff Roma – È esattamente il sistema che noi combattiamo: la produzione infinita di beni che probabilmente non acquisteremmo, se avessero un costo adeguato. Viene proposto un bene di consumo a un prezzo bassissimo, perché il modo in cui è stato prodotto quel bene consente quel prezzo, e ovviamente non è ecosostenibile”.

L’appello alle sardine

E poi è partito l’appello: “Vi scriviamo questa breve lettera come Fridays For Future Roma, convinti che gli obiettivi per i quali entrambi lottiamo siano complementari e anzi coincidano. Siamo certi che tanti di voi abbiano a cuore la situazione climatica, così come sappiamo che molti di noi stanno prendendo parte con entusiasmo alle vostre iniziative volte ad evidenziare l’emergenza democratica in corso nel paese. Questi scambi, queste commistioni sono il segnale più evidente che l’emergenza climatica non potrà essere affrontata e risolta senza prima affrontare l’emergenza democratica”. Emergenza climatica e democratica, due facce della stessa medaglia che porta due nomi: repressione e decrescita.

Peace and love

“Vi invitiamo a portare la sardine al Global Climate Strike che ci vedrà scendere nelle piazze e strade il prossimo 29 novembre – conclude l’appello -. In pieno spirito da sardina, non abbiamo bisogno di spazio, vogliamo stare stretti l’uno all’altro, riscaldarci in questo disastroso autunno col calore delle nostre idee e del nostro entusiasmo”. Love, love, love, direbbe qualcuno.

Cristina Gauri

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