Sassuolo, 18 nov — E’ strage a Sassuolo: il colpevole è Nabil Dhahri, 38enne tunisino, che ieri ha accoltellato la moglie, l’italiana Elisa Mulas, i figli di 2 e 5 anni e la mamma di lei, per poi togliersi a sua volta la vita. Unica sopravvissuta, la figlia che la donna aveva avuto da una precedente relazione: mentre l’uomo sterminava la propria famiglia lei si trovava a scuola.



Sassuolo, tunisino massacra la famiglia

Il massacro è avvenuto ieri, tra le 15 e le 16 in via Manin, a due passi dal centro di Sassuolo. Lì le vittime abitavano con la madre di Elisa Mulas, suocera del carnefice, dove la donna si era trasferita dopo la fine della relazione con il pluriomicida tunisino. La scena di fronte alla quale si sono trovati i soccorritori e le forze dell’ordine era al di là del raccapricciante: cinque cadaveri, tra cui quelli di due bimbi piccoli, macellati probabilmente a coltellate. La polizia scientifica ha impiegato ore per compiere i rilievi nell’abitazione teatro dell’orrenda strage. Sul luogo del massacro sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia municipale di Sassuolo, che hanno transennato l’intera strada per permettere lo svolgimento delle indagini.

Non si voleva rassegnare alla fine del matrimonio

Stando ai primi elementi raccolti dagli investigatori, alla base del gesto ci sarebbe il cosiddetto «movente passionale». Il tunisino, cioè, non si sarebbe voluto rassegnare alla fine della relazione con la ex moglie. La Mulas avrebbe messo un punto alla storia con il suo assassino per le continue liti e il comportamento aggressivo di lui. Stanca del suo atteggiamento da due settimane si era trasferita dalla madre portandosi con sé i figli. Le avvisaglie della strage, a dire il vero, c’erano tutte: il tunisino sarebbe addirittura arrivato a minacciare la ex moglie di morte: la vittima aveva registrato l’intimidazione avvenuta alcuni giorni fa. Lo straniero viveva da tempo a Sassuolo ed era impiegato in un supermercato. Elisa lavorava come donna delle pulizie.

L’unica sopravvissuta alla strage è la figlia che la donna aveva avuto da un’altra relazione. In quel momento si trovava a scuola, ignara di tutto. Quando, alle 16, nessuno si è presentato a prenderla, è scattato l’allarme che ha portato all’orribile scoperta dei cinque cadaveri.

Cristina Gauri

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