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Roma, 13 ago — A testimoniare l’assoluto fallimento delle politiche migratorie dell’attuale Governo — in perfetta linea su questo con il precedente guidato da Giuseppe Conte — i crudi e impietosi numeri diffusi da Frontex, agenzia internazionale che come noto si occupa di sbarchi e flussi migratori.



Frontex: sbarchi raddoppiati nei primi sei mesi del 2021

Secondo l’agenzia, gli sbarchi sulle nostre coste sarebbero cresciuti ben del 53%, solo nei primi mesi del 2021. Mentre al contrario, se paragonati allo stesso periodo dell’anno scorso, saremmo davanti addirittura ad un raddoppiamento, con un incremento di sbarchi di ben il 96% in più. In totale, stima Frontex, gli immigrati partiti dall’Africa e in seguito sbarcati sulle nostre coste, sarebbero circa 33.000. Mentre lo scorso anno, confrontando i dati con il corrispondente periodo, il numero risultava fermo a 15.000. Nel 2019 si era in presenza di sole 4000 unità, ovvero otto volte di meno. Il quadro è oggettivamente drammatico, e Lampedusa è sotto enorme stress, con sbarchi incessanti che si susseguono ininterrotti ormai da mesi: nella stragrande maggioranza dei casi, siamo in presenza di piccole imbarcazioni che arrivano dalla costa tunisina.

L’approccio fallimentare del Viminale

L’approccio della Lamorgese, impalpabile ed evanescente, sembra quello di nascondere la testa sotto la sabbia, ignorando semplicemente il problema; un problema, va detto, la cui gravità in termini di ordine pubblica e di sicurezza — anche sanitaria visti i tempi che viviamo — dovrebbe conciliare al contrario ben più organiche e serie riflessioni. D’altronde, mentre per gli italiani vengono dispiegati migliaia di uomini delle forze dell’ordine per la verifica del Green pass, immigrati privi di documenti sono liberissimi di approdare senza che la cosa susciti la minima reazione.

Ad aggravare il quadro, oltre alle già richiamate preoccupazioni di ordine sanitario, il fatto che gli sbarchi vadano ad incidere su territori turistici: un copione che sembra ripetersi e che vede assai spesso l’economia locale, basata sul turismo, messa in ginocchio, prima dalla pandemia e poi dagli sbarchi senza tregua. Viene da chiedersi quando il cosiddetto «governo dei migliori» vorrà intervenire anche per questa delicatissima e grandemente sottovalutata situazione.

Cristina Gauri

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