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Roma, 14 ago – Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito di consueto a dibattiti basati sul futuro della tecnologia e del nostro rapporto con essa. Assodato che l’evoluzione e l’espansione digitale condizioneranno (in meglio ed in peggio) sempre di più le nostre vite, è doveroso spiegare come l’Italia abbia dovere di garantire adeguati livelli di cosiddetta “cybersicurezza”.



In primis, è necessario comprendere che se gli scontri geopolitici del futuro si baseranno sull’utilizzo della tecnologia è necessaria la prevenzione e la difesa delle nostre informazioni. Anche in ragione di ciò, desta preoccupazione sapere che basti la capacità di una banda di quartiere per hackerare i sistemi informatici di una regione come il Lazio. Inoltre, è evidente come nel settore dell’intelligence ambire ad una reale tutela dei nostri dati necessiti di battagliare ai tavoli Ue. In particolar modo con Germania e Francia.

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Cybersicurezza: ma quali “hacker russi”

Sono proprio i transalpini ad aver acquisito parte del nostro settore delle telecomunicazioni. Avendo così accesso diretto a informazioni che dovremmo preoccuparci di saper custodire. Emerge così, nuovamente, la necessità di esercizio di una sovranità anche in chiave cybersicurezza. A riguardo si è espresso il governo stesso che, anche con la creazione di un’apposita Agenzia, ha messo in guardia dal sottovalutare l’importanza di un settore così delicato. Appare inoltre giusto porre l’attenzione sul rischio maggiore che le nazioni, compresa la nostra, dovranno attendersi.

Parliamo dell’avanzata della Cina, all’avanguardia in campo tecnologico e pronta a contendere all’occidente il dominio mondiale del settore. Continuare ad inveire, spesso senza cognizione di causa, contro la Russia per giustificare i rischi sulla trasparenza dei nostri dati si rivelerà controproducente ed inutile. Mosca sembra in fase politica calante e non rappresenta il principale ostacolo, piuttosto potrebbe rivelarsi un silente alleato contro il Dragone. Occorre essere tempestivi nell’approcciare tali dinamiche. Prima che ad assorbire le informazioni arrivi un governo e non semplici bande di quartiere.

Tommaso Alessandro De Filippo

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1 commento

  1. Ci siamo complicati la vita da soli, lasciandoci bi-dimensionare, bi-gestire in toto (!) con il digitale, e dobbiamo uscirne da soli, nessuno collaborerà nel aiutarci, anzi!

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