Pozzallo, 9 giu- Ancora sbarchi, Pozzallo fa nuovamente il pieno di clandestini! Stamattina nell’arco di 30 minuti sono attraccate la Sea Watch 3 con 344 extracomunitari a bordo (8 erano stati portati via prima dell’approdo) e la Mare Jonio con 92.

Sbarchi, Pozzallo fa di nuovo il pieno

Proprio l’equipaggio di quest’ultima si è reso protagonista nelle ultime ore di un’imbarazzante ultimatum fatto circolare sui profili social della Mediterranea Saving Humans, che si definisce non una Ong ma “azione non governativa”: “Il Viminale ha 10 ore per assegnare un “PoS” (place of safety, n.d.r.). Poi entriamo“. Eh già, anche loro hanno capito che il Governo Draghi il porto lo assegna sempre e comunque, che quelle poste in essere sono manfrine inutili, che non rappresentano nemmeno un timido tentativo di fermare questi continui sbarchi di persone, per nulla in diritto di arrivare sulle nostre coste e soprattutto di soggiornare sul nostro suolo per giunta mantenuti dallo Stato italiano.
Così come il capitano Carola Rackete in quel 26 giugno 2019 entrò in acque territoriali, nonostante il divieto dell’allora Ministro dell’Interno (l’attuale, la Lamorgese, nemmeno ci prova, n.d.r.), ed attraccò la sua Sea Watch 3 a Lampedusa (AG), stamattina senza l’arrivo della concessione di Pozzallo (RG) la Mare Jonio sarebbe comunque approdata da qualche parte. Perché così decidono e così si fa! Avete letto e capito tutti benissimo: l’Italia (tra Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna) è l’unico punto di arrivo per i clandestini traghettati dalle famigerate organizzazioni non governative, sempre più numerose e sempre più ricche (grazie a donazioni di uomini facoltosi, e ove non intervengano gli stessi Stati di cui battono bandiera).

I porti? Li decidono le Ong

Senza contare gli sbarchi da barconi che approfittano delle esigue distanze dalla Tunisia per giungere a Pantelleria e Lampedusa, oltre che da barche a vela che percorrono la rotta occidentale. L’Italia e il suo Governo devono obbedire e immediatamente mettersi al servizio, tanto davanti ad una parvenza di diniego li scaricano lo stesso. Avete capito tutti? Prima si aspettava zigzagando davanti alle coste, adesso il carburante si tutela per le “missioni” in Libia e i porti se li scelgono loro. 
Emanuela Volcan

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