Lampedusa, 24 mar — Non si sono mai fermati e non si fermano gli sbarchi di clandestini sulle coste italiane in generale ed in quelle siciliane in particolare. Nelle ultime ore sono 122, tutti subsahariani, quelli approdati a Lampedusa.

Sono arrivati a bordo di quattro diverse barche (30, 31, 36 e 25) tra la tarda serata di ieri e la mattina di oggi intercettati dalle motovedette della Capitaneria e dalla Guardia di Finanza. I primi due mezzi erano 8 miglia a largo dall’isola di Lampione, il terzo e il quarto a poche miglia dalla costa di Lampedusa; i clandestini ora si trovano tutti nell’hotspot della più grande delle Pelagie, in contrada Imbriacola.

Sbarchi, le Ong continuano a pattugliare le coste libiche

Mentre le ONG pattugliano il mare dinnanzi alla Libia con in testa la Sea-Eye 4, battente bandiera tedesca, che proprio ieri ha tenuto a far sapere, con un felice “cinquettio”, che ha ricevuto 100mila euro di contributo per i traghettamenti dalla lotteria dei codici fiscali della propria nazione. Peccato, dunque, che non possano portare il prezioso carico di nuovi schiavi entro i confini della Germania visto che una volta fatto il pieno busseranno (ricevendo risposta) all’Italia.

Chi smaltisce i relitti?

Sul tema invece di barche, barchini, ed altri mezzi “autonomi” che restano su scogli, spiagge e porti per mesi o anni dopo gli sbarchi, l’Ansa ha battuto la notizia che l’Agenzia delle dogane ha costituto una società in house Recupero e Smaltimento Spa la quale avrà il compito di procedere al completo sgombero dei relitti presenti a Lampedusa. In altre parti si registrano azioni da parte delle amministrazioni comunali. A Noto (SR) nei primi giorni del mese un’azione coordinata proprio tra il governo della città, la Capitaneria di porto, l’Azienda foreste ed il Corpo forestale ha permesso la rimozione di un’imbarcazione a vela dalla spiaggia di Vendicari, località Marianeddi. Il relitto era lì dalla scorsa estate precisamente dal 23 settembre 2021 quando in tarda mattinata si era arenato facendo sbarcare 49 clandestini.

Finanziati profumatamente

E se qualcuno ancora pensa che non ci siano grandi interessi e milioni di euro che permettono questo continuo flusso di persone, per la stragrande maggioranza non in fuga da alcuna guerra, vi rendiamo nota un’altra iniziativa sempre in terra sicula. Oggi, 24 marzo, ha preso il via a Marsala un altro dei Poli sociali integrati rivolti a fornire servizi agli stranieri presenti sul territorio siciliano, realizzati in tutta l’Isola nell’ambito del progetto Su.Pr.Eme Italia gestito dall’Ufficio speciale immigrazione della Regione Siciliana. E’ stato presentato in pompa magna alla presenza delle Autorità nel complesso Monumentale di San Pietro, con il nome di “Polo sociale Integrato di Trapani”. Il programma Su.Pr.Eme. Italia usufruisce, tra gli altri, di fondi AmifEmergency Funds della Commissione europea.

L’ottima Ue che ci impone i porti aperti e la gestione in tutto e per tutto di persone che, lo ribadiamo, non scappano da nessuna guerra e che ingrassano, per lo stessa ammissione visto che prevedono programmi di tal genere, le fila della delinquenza e il mondo dei braccianti senza diritti. I nuovi schiavi per i quali il futuro è l’assistenzialismo.

Emanuela Volcan

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2 Commenti

  1. In Germania devono arrivare solo quelli “buoni”, già ben educati ed educatori a loro volta, oggi dalle città come Kiev, Odessa…

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