Roma, 24 mar — Rimangono in stato detentivo i due minorenni tunisini che sabato scorso si sono resi protagonisti dell’efferata doppia rapina con stupro ai danni di un 17enne romano e della madre 50enne.

I due tunisini restano in carcere

Secondo quanto riporta il Corriere, il gip del Tribunale dei minori ha convalidato l’arresto dei due immigrati, senza fissa dimora dopo essere scappati da un centro di accoglienza per minori, sottolineandone la pericolosità sociale e il concreto rischio di fuga. Davanti al giudice avrebbero ammesso la rapina, mentre per quanto riguarda gli stupri, le loro dichiarazioni si fanno vaghe e incoerenti. Vaghi e incoerenti non sono però i video delle violenze sessuali girati quella notte e ritrovati sui cellulari degli aguzzini, immediatamente sequestrati dalle forze dell’ordine assieme a un coltello usato per minacciare madre e figlio.

Avrebbero compiuto tre rapine in dieci giorni 

Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti ci sono ora alcune rapine che i due tunisini avrebbero messo a segno una decina di giorni prima dei terribili fatti di Casal Monastero. Sarebbero state commesse ai danni di una prostituta e di un residente del quartiere San Giovanni. La coppia di rapinatori avrebbe preso di mira persone volutamente esposte e deboli, isolate, incapaci di reagire. La zona d’azione sarebbe San Giovanni, la stessa in cui i due tunisini sono stati fermati domenica al termine della notte d’orrore all’insegna di rapine, stupri e sadismo. Per adesso le accuse di cui devono rispondere sono violenza sessuale e rapina aggravata.

I due minorenni tunisini sono arrivati in Italia in momenti differenti, all’incirca un anno fa. Uno di loro su era approdato sulle nostre coste a bordo di un barcone, sulle modalità dell’altro vi è ancora confusione. Si erano conosciuti durante la permanenza in un centro di accoglienza per minori, dal quale sono fuggiti.

Cristina Gauri

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