Home » Scanzi, ora indaga la Procura. E arriva la richiesta di cacciarlo dalla Rai

Scanzi, ora indaga la Procura. E arriva la richiesta di cacciarlo dalla Rai

by Alessandro Della Guglia
0 commento
scanzi, rai

Roma, 23 mar – La vaccinazione di Andrea Scanzi è ormai un caso, anche per la Rai. Ora la Procura della Repubblica indaga sulla vicenda, ha aperto un fascicolo conoscitivo per appurare come siano andate davvero le cose in Asl. Per accertare insomma se la procedura sia stata regolare. L’iniziativa della Procura è al momento portata avanti attraversa il cosiddetto modello 45, che non prevede ipotesi di reato né tantomeno persone iscritte come indagati. Ma consentirà ai magistrati di far luce sull’accaduto. Guidata da Roberto Rossi, la Procura parte dalla segnalazione del nucleo di polizia giudiziaria dei carabinieri di Arezzo. I militari hanno messo insieme quanto emerso da stampa, programmi tv e comunicazioni via social dello stesso Scanzi. Nel frattempo la Asl ha fatto sapere che la procedura seguita dalla Asl è stata corretta. Cosa che di per sé non fuga evidentemente tutti i dubbi sulla vicenda.

“La Rai sospenda il contratto di collaborazione con Scanzi”

Ma non è tutto, perché in attesa della verifica della Procura, c’è adesso chi chiede che la Rai sospenda il contratto di collaborazione con il giornalista aretino. E’ il caso i Michele Anzaldi, deputato renziano e segretario della commissione di vigilanza Rai.

“Credo che la vicenda Scanzi meriti chiarimenti ufficiali dalle istituzioni competenti, visto che il tema vaccini rappresenta una questione cruciale per tutti in questo momento. In attesa che la questione venga chiarita, anche a seguito dell’apertura di un fascicolo della Procura di Arezzo, la Rai dovrebbe sospendere il contratto che ha con Scanzi per le sue ospitate pagate a Cartabianca. Una sospensione in via cautelativa, anche per evitare eventuali violazioni del Codice Etico del servizio pubblico”. E’ quanto dichiarato da Anzaldi in un’intervista rilasciata a Il Giornale.

“Secondo il Codice Etico dell’azienda, – spiega il deputato renziano – i collaboratori devono adeguare le proprie azioni e i propri comportamenti agli impegni previsti dal codice stesso, primo fra tutti l’aderenza all’etica, ‘approccio indispensabile per l’affidabilità Rai’. Tra i fondamenti del codice: ‘astenersi dal compimento di atti illegali, illeciti, non conformi al comune senso di rettitudine e al comune senso dell’onore e della dignità’. Visto che ci sono verifiche in corso, annunciate dalla Asl e dalla Regione, credo sia doveroso attendere l’esito di queste verifiche prima di far tornare Scanzi a Rai3. Anche per evitare conflitti di interessi, oltre ad un potenziale danno d’immagine per la Rai”.

Scanzi “vada a difendersi dove non lo pagano”

Quale sarebbe il conflitto di interessi a cui si riferisce Anzaldi? “Scanzi è un collaboratore fisso di Cartabianca, retribuito per scelta della trasmissione e della conduttrice. Quindi – spiega il parlamentare di Italia Viva – se gli venisse consentito in quella sede di difendersi avrebbe un evidente condizione di favore: difficile pensare che si troverebbe di fronte ad un contraddittorio duro e imparziale. Se vuole difendersi, vada come ospite in trasmissioni che non lo pagano. È opportuno evitare, quindi, che una trasmissione del servizio pubblico diventi un’occasione di servizio privato a Scanzi, che paradossalmente verrebbe non solo pagato trarrebbe anche un vantaggio d’immagine per vicende personali. La sospensione servirebbe anche a evitare imbarazzi alla Rai: chi può dire oggi che strascichi avrà questa storia, anche eventualmente in ambito giudiziario?”.

Caregiver?

Secondo Dagospia il giornalista aretino ieri si trovava fuori Regione, in un hotel di Merano, dopo essersi vaccinato in quanto “caregiver” dei suoi genitori. “Anche su questo mi auguro che le autorità competenti facciano luce con celerità. Per come la vicenda è stata raccontata dal sito Dagospia – dice Anzaldi – alimenta molti dubbi e fa pensare che siamo di fronte ad un evidente caso di doppia morale, a cui alcune firme del Fatto Quotidiano non sono nuove. Sapere che tanti settantenni, cui spetta il vaccino AstraZeneca e che sono tra i più a rischio mortalità per il Covid, ancora non possono neanche prenotarsi, mentre un giornalista quarantenne si é già vaccinato lascia sbalorditi”.

Alessandro Della Guglia

You may also like

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati