Roma, 12 nov — «Per chiunque abbia mai preso uno schiaffo da me: non mi dispiace, te lo sei meritato»: con questo tweet a chi si sarà mai voluto rivolgere il campione di Mma Conor McGregor? Alla folta platea di coloro che — dentro e fuori dalla gabbia ottagonale — sono stati raggiunti dai suoi terribili colpi, o a qualcuno in particolare?



Difficile pensare che non si tratti dell’ultima vittima di McGregor: non ci riferiamo agli sfidanti sportivi ma a Francesco Facchinetti, che il 17 ottobre si era beccato un pugno dal lottatore irlandese, a sua detta «senza motivo». E sull’episodio, McGregor non si era mai espresso pubblicamente; mentre al contrario, da parte lesa, Facchinetti si era pronunciato svariate volte sulla questione, a mezzo Instagram e intervistato dai quotidiani. Fino al 6 novembre, data del tweet — poi cancellato — del campione. «Te lo sei meritato».

McGregor: “Se ti ho preso a schiaffi te lo sei meritato”

«Stavamo cercando di capire se e come proseguire la serata, quando a Conor è proprio andato off il cervello — aveva raccontato Francesco Facchinetti al Corriere — Ero a 30 centimetri da lui e mi ha tirato un pugno in faccia. Mi sono ritrovato dall’altra parte della stanza, sotto choc come tutte le persone che erano con me». In seguito allo spiacevole episodio, l’ex Capitan Uncino aveva sporto denuncia. «Voglio ripetere una cosa molto importante. Se avessi fatto tutto questo per soldi sarei stato in silenzio, non avrei denunciato ma mandato tutto quello che avevo in mano, le dichiarazioni dei

miei testimoni all’avvocato del signor Conor McGregor chiedendo un risarcimento, invece non me ne frega nulla dei soldi». Il lottatore irlandese, secondo Facchinetti, è «una persona altamente pericolosa, perché la prossima volta potrebbe tirare un pugno a qualcun altro e potrebbe realmente farsi male, questo è quello che voglio fare».

Dopo che il tweet incriminato è stato cancellato, Conor McGregor ha twittato nuovamente, se vogliamo in maniera ancora più beffarda: «Non cancello i miei tweets, è il mio maggiordomo a farlo».

Cristina Gauri

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