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Pisa, 3 ott — Forse invidiosa delle prestigiose Università americane da tempo avvitate nella spirale del politicamente corretto, la Normale di Pisa ha ben pensato di fornire il proprio contributo contro la discriminazione di genere utilizzando la schwa nel messaggio di benvenuto (via Twitter) a 72 nuovi allievi.



Parliamo del simbolo alfabetico somigliante a una «e» rovesciata, sdoganato dalla Murgia su Repubblica e utilizzata nel cosiddetto linguaggio gender neutral. Impossibile per la Normale di Pisa continuare a ragionare in termini biologici maschili e femminili: del resto gli allievi a cui dare il benvenuto sono 72, lo stesso numero dei gender conosciuti secondo il pensiero dei luminari Lgbt. Mica sarà un caso?

La Normale di Pisa usa la schwa, poi ci ripensa

Un vero e proprio pugno nell’occhio — grafico, grammaticale, ideologico — tanto più che, pochi giorni prima, persino l’Accademia della Crusca si era pronunciata contro l’utilizzo della schwa, dandogli piena bocciatura. Gli utenti stessi del social hanno dato segno di non gradire per nulla il disinvolto utilizzo del simbolo da parte dell’Ateneo, commentandolo in maniera estremamente critica.

Un maldestro tentativo

Peraltro, il messaggio stesso sembrava anche piuttosto contraddittorio se riguardato con gli occhi del politicamente corretto. All’utilizzo presuntamente neutro della schwa, infatti,  faceva da contrappunto un uso che le femministe definirebbero patriarcale dei termini «allievi» e «allieve». Viene quindi il sospetto che il tweet sia stato solo frutto di un maldestro e non troppo meditato tentativo di strizzare l’occhio a un certo mondo politico e «culturale». Questo alla luce di non banali polemiche interne all’Ateneo, da tempo al centro degli strali delle femministe per presunti metodi troppi rigidi nell’insegnamento e per una scarsa attenzione alle tematiche «gender».

Il dietrofront

La Normale, a fronte però delle critiche, ha preferito rimuovere il post incriminato dalle proprie pagine social. Lasciandone traccia solo negli screenshot di chi aveva preferito, incredulo, salvarsi quel bizzarro messaggio. Segno, in certa misura, del triste spirito dei tempi.

Cristina Gauri



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