Sciacca (Ag), 30 mar – C’era un’isola, ma nessuno l’aveva mai vista. Uno straordinario fenomeno nello specchio d’acqua di fronte alla città agrigentina di Sciacca ha riportato alla luce l’isolotto di San Giorgio inabissatosi sotto il livello del mare oltre due secoli. A darne notizia è stato il Wwf Sicilia Area Mediterranea che sta adesso approfondendo questo incredibile abbassamento, non legato all’alternarsi delle maree, e in controtendenza con l’innalzamento del mare registrato negli ultimi decenni a causa del riscaldamento globale.

Sicilia, dopo 200 anni riemerge l’isola di San Giorgio

“Dopo aver ricevuto segnalazione da una nostra volontaria del posto, Raffaella Osso, il presidente Giuseppe Mazzotta ha effettuato un sopralluogo con il dottor Domenico Macaluso, direttore scientifico settore mare Wwf, il dottor Giuseppe Scorsone, geologo e socio Wwf, e Fabio Mazzotta, responsabile WWF di Sciacca”, spiega in una nota l’organizzazione ambientalista. “Giunti sul posto, accompagnati da Raffaella Osso, abbiamo parlato con diversi residenti che hanno confermato di non aver mai visto il mare così basso e soprattutto di non aver mai constatato il riaffioramento dell’isolotto di San Giorgio, da cui la zona prende il nome. L’esistenza di questa isola – scrive il Wwf è documentata da una mappa del ‘700, ma era sparita da due secoli”.

Uno straordinario fenomeno naturale

L’eccezionale evento, però, si è scoperto essere avvenuto anche in altre zone siciliane: a Mazara del Vallo, Eraclea Minoa, Licata e nel ragusano. Pertanto il Wwf ha subito allertato la Guardia Costiera di Sciacca e Porto Empedocle, l’Istituto Idrografico Militare, l’ISPRA, l’INGV e la Stazione Zoologica Anton Dohrn, specificando che un ampio tratto di scogliera antistante la battigia, è emerso per circa 50 centimetri, mettendo in secca rocce coperte da alghe e soprattutto degli scogli tappezzati da Posidonia oceanica. Inoltre si esclude, per la durata del fenomeno, anche il cosiddetto marrobbio (marrobbio o marrùbbio è una repentina, imprevedibile e sensibile variazione del livello del mare, può accadere in primavera e in autunno) in quanto l’abbassamento del livello del mare è costante e si protrae da diversi giorni.

Curiosità legata a questo riaffioramento è la contemporanea iniziativa de le Vie dei Tesori, il grande progetto siciliano dedicato al racconto e alla scoperta del patrimonio dell’Isola: “Luglio 1831, a 16 miglia da Sciacca, una colonna di fumo sembra uscire dal mare: come per magia, di lì a pochi giorni, emerse un lembo di terra, figlia di lapilli e ceneri eruttati dal vulcano Empedocle, che ancora sonnecchia nei fondali”, scrive le Vie dei Tesori. “Ma le potenze straniere mirano a quei quattro chilometri quadrati strategici per le rotte nel Mediterraneo; prima gli Inglesi, poi i Francesi, poi re Ferdinando II di Borbone, tutti rivendicano il possesso dell’isola che il sovrano chiama Ferdinandea. Si è prossimi alla guerra ma Ferdinandea sembra avere un’anima, non ci sta a diventare merce di scambio e si inabissa, beffando i contendenti, e donando per sempre i coralli di Sciacca, oggi famosi nel mondo, riemersi dagli abissi con l’eruzione. Non sarà Ferdinandea ma che il fenomeno sia avvenuto mentre era in corso il nostro Festival FerdinanDea, ispirato alla mitica isola comparsa nel 1831 e poi scomparsa cinque mesi dopo, rende ancora più affascinante questo specchio di Mediterraneo”. Nulla di magico e di incomprensibile, ma semplicemente fenomeni naturali il cui studio serve come contributo alla conoscenza dello stato attuale e reale del nostro pianeta.

Emanuela Volcan

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