Madrid, 30 mar – Un persistente luogo comune vuole che la sinistra sia un baluardo della cultura contro il becerume della destra. Niente di più sbagliato. In effetti, basta volgere lo sguardo alla Spagna, dove dal 2020 governa una coalizione decisamente sinistrorsa: giusto ieri, il governo Sánchez ha stabilito che dalla scuola dell’obbligo sparirà presto lo studio della filosofia. Al suo posto, è prevista l’introduzione di materie vitali come «ecofemminismo» e «diritti Lgbt». Al diavolo Galileo, Kant e Nietzsche, insomma, e largo a unicorni e peli ascellari per salvare il pianeta.

La Spagna dice addio alla filosofia

L’iter sembra già ben avviato: nella giornata di ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge (o meglio, regio decreto) che riguarda la riforma dell’Eso, ossia la scuola dell’obbligo secondaria, che coinvolge i ragazzi dai 12 ai 16 anni. Alla base della riforma – si legge nel testo – ci sarebbe la volontà di favorire un’istruzione «meno mnemonica» e più vicina alla vita quotidiana degli alunni. Che vuol dire tutto questo? Che tra le materie «mnemoniche» rientrano anche la storia «in senso cronologico» (qualunque cosa ciò voglia dire) e, appunto, la filosofia: materie ritenute evidentemente inutili per la cultura degli studenti della nuova Spagna.

Non è una barzelletta (purtroppo)

Al posto delle inutili storia e filosofia, saranno quindi introdotte materie definite «più pratiche»: servizi alla comunità, digitalizzazione, economia e impresa ecc. Senza contare una disciplina pomposamente ribattezzata «valori civici ed etici», che in sostanza va a sostituire la cara vecchia educazione civica. Il testo del progetto di legge specifica che, grazie a questa nuova materia, gli studenti spagnoli impareranno a conoscere le basi di «memoria democratica», «ecofemminismo», «etica della cura» e «diritti Lgbtiq+». Cioè, in pratica, i cavalli di battaglia del governo Sánchez, che ha sempre mostrato una certa solerzia nell’andare incontro ai diktat delle lobby arcobaleno. Insomma, nella Spagna socialista a tinte fucsia, gli alunni della scuola dell’obbligo magari non sapranno chi è Hegel o in che anni si è svolta la Prima guerra mondiale, ma perlomeno conosceranno a menadito tutti i 72 gender. Sempreché nel frattempo non siano aumentati.

Valerio Benedetti  

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