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Trento, 16 ott – «W la fi*a». E fin qui i nostri lettori maschi etero non avranno obiezioni da porre. E nemmeno le lettrici del Primato, che sicuramente hanno un senso dello humour più spiccato delle pasionarie di Non una di meno. Le paladine del femminismo da centro sociale, infatti, nei giorni scorsi sono state colpite da ictus generalizzato dopo aver appreso che una tabaccheria self service di Trento emetteva scontrini con la goliardica scritta, «W la fi*a» per l’appunto.

Uno scontrino diventa molestia

Insomma le gendarmi della parità di genere – che già sappiamo, accuseranno chi scrive di «misoginia internalizzata», bla, bla, bla – si sono sentite stuprate nell’animo. «Quando anche comprare un pacchetto di sigarette diventa occasione di molestia», tuonano in un post su Facebook. Decisamente non l’hanno presa bene. «A quanto pare – proseguono – a Trento non è possibile nemmeno comprare un pacchetto di sigarette senza subire l’oppressione di genere. Un distributore di sigarette di un tabacchino della città di Trento rilascia questo scontrino, con una frase che per noi rappresenta il segno emblematico del sessismo sistemico».

Fatevi una risata

L’opinione pubblica cittadina si è spaccata in due. Tra chi considera la trovata una semplice ragazzata – un po’ infantile se vogliamo, da scritta sui muri dei cessi delle medie, ma alzi la mano chi di voi non ha sorriso quando ha letto il titolo di questo articolo – e le beghine del politicamente corretto che forse un paio di risate in più dovrebbero farsele, ogni tanto. Il buonumore rafforza anche il sistema immunitario, dicono gli esperti, e in tempo di pandemia non è un aspetto da trascurare. Ma certo è difficile stare allegri quando gli unici modelli di «maschio» accettati sono quelli del gay, dello zerbino, del nerd piagnoni e del finto femminista che sta in mezzo alle attiviste per cercare di pasturarsele.

«Non è divertente e non è solo una goliardata – ribadiscono – non ci fa ridere. Non possiamo e non vogliamo contenere il nostro schifo e la nostra rabbia. Anche questo è violenza». Strano anzi che non abbiamo sottolineato come «W la fi*a» offenda anche le donne con il pene, cioè i trans, che in questo modo si sentirebbero esclusi dalla narrazione: in questi tempi bui ce lo saremmo aspettato.

Cristina Gauri

6 Commenti

  1. Mi indigno anch’io: contro le femministe.
    Non accetto che l’espressione immediata e spontanea del mio disio naturale (che mediato è nei secoli divenuto poesia ed arte a partire da Dante e Petrarca) sia considerata violenza.
    Farmi sentire in colpa per la mia natura è oppressione di genere femminil-femminista!

    Per tacere del privilegio di natura e cultura che deriva alle femmine dal fica-power. Esser mirate per la bellezza anche quando bruttine, esser corteggiate anziché dover corteggiare, avere più potere contrattuale e di scelta nell’amore sessuale!

    Quando chi vive “giorni orrendi in così verde etade” proprio a cagione di tale privilegio di natura non più compensato dalla cultura per colpa del femmimismo si stancherà, queste cagne si pentiranno amaramente di aver abbaiato contro un proprio privilegio!

    Non è più il tempi di goliardi contro femmiste. Non c’è nulla da ridere sulla condizione dei giovani maschi

    Sogno brigate incel armate di mg42 contro nonunadimeno!

    Mi minacci pure la cultura ufficiale: ho caratteri abbastanza grandi per scrivere la verità. Nessuno fermerà la redpill!

  2. Non capisco come possa essere considerata molestia. Per quanto ogni donna sia portatrice di f*ga (dover mettere l’asterisco è fastidioso), non vedo dove sia il riferimento ad una di loro in particolare che possa sentirsi molestata.
    Che dovremmo dire noi uomini portatori di c”zzo (omosessuali compresi), considerando che il nostro organo è sempre collegato ad un’idea di stupidità: testa di c*zzo; c*zzone; ecc.?
    Noi, o non ci pensiamo nemmeno, oppure ci ridiamo su. Le signore si rilassano, che per andare dietro a queste sciocchezze perdono il senso della misura.

  3. non capisco quale sia il problema:
    se non gli piace l’anda,non devono far altro che andare da un’altro tabaccaio.

    similmente a me,che se trovo su uno scontrino
    la scritta “W MeToo” o “W BLM”
    in quel negozio
    non mi vedono più…
    ma proprio più.
    e intendo,
    proprio MAI più.

  4. Ma chi CAZZO (par condicio) ha mai letto uno scontrino ????

    Lo BUTTI , si spera in un cestino dell’ immondizia …

    Lo leggi SOLO se non ti torna l’ importo , tipo 50 € per un caffè se non sei
    al bar di Cracco ….

    Queste meetomani hanno bisogno di uno bravo …. magari un bel TSO
    con elettroshock !

    ma pensa te , leggono gli scontrini ….. manco fossero della GDF

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