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Roma, 2 dic – Fino al 31 ottobre, a scuola, si sarebbero registrati quasi 65mila casi di Covid distribuiti tra studenti e personale docente. E, a quanto pare, il ministro dell’Istruzione Azzolina non lo avrebbe comunicato con la necessaria trasparenza «per farsi propaganda».



A scuola 65mila positivi al Covid

E’ questa la gravissima accusa mossa dal sindacato degli insegnati Gilda, commentando i dati dei contagi in ambiente scolastico analizzati e diffusi dal giornale online Wired sulla base dei dati forniti dal ministero dell’Istruzione in risposta al Freedom of information act, il Foia, avanzato dalla testata. Sui casi di Covid nella scuola, punta il dito Gilda,  Azzolina «la smettesse con la propaganda».

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Azzolina spinge per la scuola in presenza, Covid o meno

La denuncia arriva proprio nei giorni in cui la Azzolina spinge per il ritorno alle lezioni in presenza da dicembre. «Sto facendo di tutto per il rientro», questa la dichiarazione del ministro durante un convegno online organizzato dall’Associazione nazionale presidi. «Non sto lavorando per il 7 gennaio. Sto lavorando per riportare con gradualità gli studenti delle superiori a scuola a dicembre», insiste.

I dati smentiscono il ministro

Ma proprio sulla base dei dati raccolti ed elaborati da Wired parte l’attacco di Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti. «I dati sui contagi tra la popolazione scolastica – spiega – smentiscono clamorosamente la campagna propagandistica condotta da Azzolina per le scuole aperte. A fronte della tesi strenuamente sostenuta dalla ministra circa la sicurezza delle scuole rispetto alla diffusione del virus, fino al 31 ottobre si sono registrati quasi 65mila casi di Covid-19 tra i banchi».

Il governo non è stato trasparente

Alla faccia delle scuole sicure e dei banchi a rotelle. «Si tratta di un numero molto elevato se si considera che è riferito a un periodo poco più lungo di un mese (dall’inizio dell’anno scolastico a fine ottobre) e che riguardano 2.546 comuni sugli oltre 6.700 dove ha sede una scuola». Insomma, a scuola il Covid ha imperversato, e fatto ancora più grave, il governo si è mostrato scarsamente trasparente sulla diffusione dei dati relativi al contagio.

«Riteniamo grave – prosegue Di Meglio – che in un Paese democratico manchi la trasparenza su informazioni così cruciali. E che per accedervi un giornalista sia stato costretto a ricorrere al Foia», accusa. «Data la gravità della situazione – conclude il coordinatore nazionale della Gilda Insegnanti – sarebbe opportuno che la titolare di viale Trastevere la smettesse con la propaganda. Si rendesse conto dell’enorme responsabilità che grava sulle sue spalle».

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. vedo bene l Azzolina nel ruolo di docente. l insegnamento le si addice . in particolare la vedrei come insegnante di educazione sessuale. con qual rossetto accattivante la vedrei come esperta in pratiche volte ad evitare la procreazione cioe’ contraccettive, in particolare coito anale e stimolazioni labbiali..o coito anale. fantastica..impareggiabile. spero che finisca la sua carriera di ministro e si concentri su quello che il suo rossetto ci dice…

  2. Ma un po’ tutti stanno cercando, inutilmente, di salvar la faccia, senza professionalità! Oggi, degli altri non gliene può fregar di meno… Io, io e ancora io! Questa è una sotto-comunità composta dagli “Io” ipertrofici, dunque malata grave. Dove è la vera salute?!

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