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Roma, 16 mag – «Con le Regioni lavoriamo per stabilire la data di inizio del prossimo anno scolastico». Lo ha dichiarato oggi il ministro all’Istruzione Lucia Azzolina in conferenza stampa presentando le tre attesissime ordinanze sulla scuola, precedentemente circolate in bozza, concertate con i sindacati e passate sotto il giudizio del Consiglio superiore della pubblica istruzione che ha espresso giudizi correttivi. Nessuna novità sostanziale, ma i testi sono definitivi. «Tenere chiuse le scuole è stata una sofferta scelta politica, ma non fatta al buio. Tenere le scuole chiuse ha permesso salvare vite umane e questo non ha prezzo», ha voluto ricordare il ministro.



Maturità in presenza

Il primo banco di prova continua ad essere la maturità. Confermato lo svolgimento in presenza – andamento del contagio permettendo – dal 17 giugno, che consisterà in un’unica prova orale della durata di un’ora. Saranno circa 500mila gli studenti chiamati ad affrontare la prova, insieme ai docenti: sei per ogni commissione, tutti membri interni, più i presidenti esterni. «Come governo abbiamo ritenuto opportuno prendere questa decisione che va vista a 360 gradi», specificando che gli esami «saranno in presenza perché sono un momento importantissimo che mai mi sarei sentita di toglierlo ai nostri studenti, a maggior ragione in un momento in cui l’Italia sta ripartendo».

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Il colloquio

Per quanto riguarda il colloquio, il candidato dovrà esporre l’elaborato di partenza, una tesina sulle discipline di indirizzo (cioè le materie della seconda prova scritta). Di seguito, la discussione sul testo di italiano e sui materiali consegnati dalla commissione sul resto delle discipline. «Mi piacerebbe che durante il colloquio gli studenti, nell’ambito di cittadinanza e costituzione, abbiano la possibilità di parlare di come abbiano vissuto l’esperienza del coronavirus», ha dichiarato Azzolina. Per la valutazione, gli studenti partiranno da un massimo di 60 punti, costituiti dai crediti maturati negli ultimi tre anni. Il colloquio varrà un massimo di 40 punti.

Maturità con distanziamento

Azzolina rassicura che la maturità si svolgerà «in sicurezza». Il distanziamento – almeno due metri tra professore e studente – permetterà di non usare la mascherina. «Se si rispettano il distanziamento e le norme igieniche, compatibilmente con l’andamento del contagio, l’esame potrà essere svolto in piena sicurezza – ribadiscono gli esperti Miozzo e Villani – Quello che è stato scritto nel protocollo è garanzia per la salute». L’alternativa, in caso di peggioramento della pandemia, è l’esame a distanza: «Faremo un monitoraggio costante e abbiamo già previsto nell’ordinanza un piano B nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare. In quel caso gli esami si svolgeranno in videoconferenza».

Bocciature circoscritte e solo all’unanimità

Dopo le polemiche degli ultimi giorni, Azzolina assicura la linea morbida sulle bocciature, che avverranno «solo in casi circoscritti: laddove il consiglio di classe non ha elementi per valutare lo studente per una mancata frequenza nel primo periodo didattico. In questo caso è necessaria una decisione all’unanimità. La seconda possibilità di non ammissione è per provvedimenti disciplinari gravi. Esclusi questi due casi, lo studente sarà ammesso all’anno successivo e dovrà recuperare», spiega. «Abbiamo seguito il principio di non lasciare indietro nessuno. Ripartiremo a settembre con una valutazione seria: le insufficienze saranno riportate nei documenti di valutazione, ma gli studenti hanno diritto di recuperare perché abbiamo attraversato una tempesta», spiega la ministra. La data di inizio del prossimo anno scolastico, specifica il ministro, «non deve essere confuso con il recupero degli apprendimenti che potrà esserci già dal primo settembre».

Nebbia sul rientro

E’ nebbia invece sul rientro dopo l’estate. Nessuna indicazione ancora per gli 8 milioni tra bambini e adolescenti che dovranno ritornare sui banchi: «Non abbiamo la sfera di cristallo rispetto allo scenario epidemiologico, procederemo come per la Maturità con un protocollo di sicurezza, prevedendo diversi scenari. Farò la sintesi delle diverse proposte che stanno arrivando, il nostro obiettivo è quello di riportare gli studenti a scuola. E sarà l’occasione per migliorare la scuola, non dico per avere la scuola dei miei sogni ma per migliorarla sì. Vogliamo immaginare una scuola aperta, nuova, non per forza chiusa in un edificio».

Cristina Gauri

 

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