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Roma, 17 ago – Settembre si avvicina e con la riapertura della scuola, programmata per il 14, si moltiplicano i problemi (banchi monoposto, mascherine, distanziamento) e infiamma la polemica sulla gestione finora fallimentare da parte del governo giallofucsia. Stavolta tocca ai presidi, che chiedono al governo di rivedere la norma sulla sicurezza negli ambienti di lavoro per beneficiare di una sorta di scudo penale per gli eventuali casi di Covid-19. Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, fa presente: “Abbiamo chiesto prima della riapertura delle scuole di rivedere la responsabilità penale imputabile ai dirigenti scolastici in relazione alla sicurezza sugli ambienti di lavoro. Il Covid è equiparato a un incidente sul lavoro. Se il dirigente scolastico attua il protocollo sanitario allora non gli si deve imputare nulla. Non parliamo di scudo penale perché quello fa riferimento a soggetti che hanno commesso reati, e i presidi non sono delinquenti o malfattori”, precisa (ma di questo si tratta, alla fin fine).

“Stop scuole per contagi da valutare con Asl”

In ogni caso, chiarisce il portavoce dei presidi all’Ansa, “se ci sarà un caso positivo all’interno di una scuola bisognerà valutare la chiusura dell’istituto solo di concerto con l’autorità sanitaria, cioè la Asl, e dopo avere valutato le circostanze. Non ci possono essere regole generali né ci si può affidare esclusivamente a parametri numerici”.

Non solo. “I dirigenti scolastici chiedono risorse adeguate per organizzare e gestire al meglio il rientro a scuola in sicurezza. Servono locali, banchi monoposto e un ampliamento dell’organico. Non si devono vanificare gli enormi sforzi profusi dai presidi, dai loro collaboratori, dal ministero e dai suoi uffici territoriali, dagli enti locali affinché la ripartenza avvenga per tutti nella massima sicurezza”, fa presente il portavoce dei presidi.

“Vogliamo le date di consegna dei banchi monoposto”

E proprio in merito ai famigerati banchi monoposto, Giannelli vuole date certe dal governo giallofucsia: “Chiediamo al commissario Arcuri che venga pubblicato il prima possibile il calendario di consegna dei banchi monoposto. L’inizio del nuovo anno scolastico si avvicina e non è possibile che i presidi vengano a saperlo il giorno prima: per organizzare tutto serve un minimo di anticipo. Siamo in attesa della riunione del Comitato tecnico scientifico in programma per dopodomani, riunione nella quale si farà il punto della situazione e, speriamo, si daranno indicazioni più stringenti sull’utilizzo della mascherina. È evidente che in assenza di banchi monoposto si porrà un problema di distanziamento e l’unico antidoto finirà con l’essere proprio la mascherina“. Per Giannelli infine “serve la collaborazione di tutti, a partire dai genitori chiamati a spiegare ai loro ragazzi come la mascherina sia un dispositivo di protezione fondamentale. La scuola mette in comunicazione 30 milioni di persone, interi nuclei familiari con genitori e nonni, ed è evidente che con l’aumento della promiscuità tra gli individui cresce anche il rischio di contagio”.

Ancora troppi problemi irrisolti

In generale, sindacati e dirigenti scolastici lamentano il fatto che a meno di un mese dalla riapertura delle scuole ci sono ancora troppi problemi irrisolti, manca un piano d’azione, non esistono soluzioni alternative. E se il Comitato tecnico scientifico fa presente che il 14 settembre bisogna ripartire in presenza in aula a tutti i costi, ogni giorno che passa emergono perplessità su come riaprire le scuole in sicurezza. L’opposizione dal canto suo chiede di rimuovere il ministro Azzolina per conclamata incapacità e la sensazione diffusa, il timore più inquietante è che poi alla fine per qualche ragione le scuole non riapriranno e per le famiglie e gli alunni si ripeterà l’incubo delle lezioni a distanza.

Adolfo Spezzaferro

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