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Roma, 15 feb – “Chiedono le mie dimissioni? Queste sono considerazioni che lascio alla politica. Se posso essere utile al Paese con i miei consigli, lo faccio a livello internazionale e lo faccio anche in Italia: altrimenti mi faccio da parte“. Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro Roberto Speranza, risponde così a chi nelle ultime ore chiede a gran voce le sue dimissioni.

Stizzito al punto giusto per apparire ancor meno simpatico del solito, l’ex attore non riesce proprio a capacitarsi di come le sue uscite possano non piacere. D’altronde come potrebbe immaginarsi che la richiesta di un nuovo lockdown sia sgradita. Chi non sogna un bel ritiro spirituale tra le mura domestiche? Possibile che i cittadini italiani non abbiano nostalgia dell’isolamento forzato?

“Se non servo mi dimetto”. Ma intanto Ricciardi invoca altre chiusure

Nel frattempo è arrivato lo stop alla riapertura degli impianti sciistici, con una giravolta improvvisa che ha fatto comprensibilmente infuriare non soltanto chi ha sempre criticato le misure restrittive imposte dal governo giallofucsia. “Probabilmente non ha giovato questo passaggio di consegne – dice Ricciardi a proposito del passaggio di testimone da Conte a Draghi – ma di fatto la situazione epidemiologica prevedeva questo tipo di fenomeno già da ottobre novembre. Infatti quei Paesi che non hanno chiuso gli impianti sciistici sono quelli, come la Svizzera, che hanno fatto penetrare la variante inglese e che in questo momento sono in condizioni peggiori”.

Insomma secondo il pasdaran delle chiusure, va sempre bene non aprire qualcosa. E pazienza se la schizofrenica gestione delle tempistiche fa drizzare i capelli anche ai più cauti. Secondo Ricciardi urge anzi: “Fare una chiusura mirata magari concentrata nel tempo per abbassare la curva epidemica al di sotto dei 50 casi per 100mila abitanti, ricominciare a testare a tracciare come fanno per esempio i neozelandesi, che hanno chiuso con tre casi. E poi vaccinare vaccinare vaccinare a tutto spiano”. Eppure, come fatto notare da Vittorio Sgarbi, “chiudere di nuovo tutto significherebbe che siamo governati dalla paura”. La sensazione è obiettivamente questa.

Alessandro Della Guglia

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