Reggio Emilia, 29 mar — Il periodo di preoccupante siccità che ha provocato la secca dei principali fiumi del Nord Italia ha portato con sé anche delle sorprese: il ritirarsi delle acque nel Po, ad esempio, ha riportato a galla due relitti colpiti dalle bombe e affondati durante la Seconda guerra mondiale. Accade a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, dove l’utente Instagram Alessio Bonin ha documentato con un video reel l’affascinante ritrovamento.

Emergono due relitti della Seconda guerra mondiale dalla secca del Po

Dalle  acque del maggiore corso d’acqua italiano — che non vedono un goccio di pioggia da mesi — sono infatti riemersi i relitti delle bette Ostiglia e Zibello. La località del ritrovamento è l’Isola degli Internati, il cui nome deriva da un provvedimento del Comune di Gualtieri che alla fine della guerra, dopo il ’45, concesse la gestione dell’area a una cooperativa agricola composta da ex prigionieri della Seconda guerra mondiale. Si trattava di una dozzina circa di superstiti dei campi di concentramento nazisti — da qui il nome dell’Isola — a cui era stato permesso di sfruttare il legname della zona per poterne ricavare una fonte di sostentamento economico.

La Zibello e la Ostiglia

La Zibello e la Ostiglia, colpite e affondate dai tedeschi nel 1943 erano già parzialmente riemerse in passato, nel novembre del 2006, sempre come conseguenza di un periodo di estrema siccità. I due relitti sono lunghi 55 metri e hanno una portata da seimila quintali. Le imbarcazioni vennero costruite nel cantiere della Giudecca a Venezia e per la loro realizzazione fu utilizzato metallo donato dall’Austria come debito di guerra. Le bette sono imbarcazioni utilizzate per trasportare prodotti agricoli, carbone, laterizi e massi. Vengono anche utilizzate per trasportare al largo il materiale dragato per aumentare il fondo nei porti. Hanno la carena in parte apribile per favorire lo scarico del materiale.

Nel mantovano riemerge un semicingolato tedesco

Sempre in tema di ritrovamenti, dalla secca è riemerso a Sermide, nel mantovano, un semicingolato tedesco Sd.Kfz. 11 abbandonato durante la ritirata. «Il recupero», fa sapere il Museo della Seconda guerra mondiale del Fiume Po, «è avvenuto dopo due giorni di operazioni molto complesse dovute al fatto che gli escavatori si trovavano su un terreno inconsistente rappresentato dal letto del Po» grazie agli sforzi congiunti dei soci e volontari del Museo in collaborazione con Società archeologica SAP e la Soprintendenza archeologica Belle arti. Il semicingolato «verrà sottoposto a un attento restauro e studio da parte dello staff del museo di Felonica e quindi reso visibile ed esposto quanto prima al grande pubblico».

Il recupero del semicingolato 

(foto di Davide Rampionesi ©️Rampio)

 

Le bette riemerse dal Po

 

Cristina Gauri

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