Roma, 29 mar – Paolo Sorrentino si scaglia contro il politicamente corretto e sull’ormai celebre schiaffo di Will Smith a Chris Rock alla notte degli Oscar taglia corto: “Ognuno si faccia gli schiaffi suoi“, è il senso del suo giudizio. Il regista napoletano era in lizza per il Miglior film straniero con E’ stata la mano di Dio ma si è perso il momento del manrovescio di Will “Alì” Smith al presentatore: “Stavo fumando, me l’hanno raccontato”. E in occasione dell’ultima edizione degli Academy Award, Sorrentino fa il punto su quanto il politicamente corretto non possa andare d’accordo con l’arte.

Paolo Sorrentino commenta la “sua” notte degli Oscar

In collegamento da Los Angeles, Sorrentino in un incontro con la stampa, commenta la “sua” notte degli Oscar. “Qui tutti vivono la cinquina come una vittoria e giustamente nessuno si lamenta se non vince. Avevo capito da mesi che non c’erano speranze“, ammette circa la nomination del suo film. “Conosco la procedura di entusiasmo intorno a un film, era capitato otto anni fa a La grande bellezza, quest’anno a Drive my car, un film bellissimo che ha meritato di vincere. Essere candidati permette condizioni di maggior libertà per il progetto successivo, non posso che essere contento. Come diceva Robert Louis Stevenson, il nostro compito al mondo non è di avere successo, ma di continuare a fallire con spirito allegro“, chiosa Sorrentino.

“Il politicamente corretto è un fardello. L’arte migliore nasce da un intento di scorrettezza”

Ma è sulla dittatura del politicamente corretto (che in questa edizione ha fatto vincere il primo Oscar a una lesbica di colore, tanto per dirne una) che il regista napoletano ha molto da ridire. “Il politicamente corretto per la libertà di espressione è un fardello. Per l’arte è un problema, visto che l’arte migliore nasce da un intento di scorrettezza”, è il monito di Sorrentino.

“Smith? Ognuno dà gli schiaffi che vuole, mi faccio i fatti miei”

Immancabile poi la domanda sul tormentone di questa edizione: lo schiaffo di Will Smith (provate a immaginare la condanna unanime e l’immediato ritiro dell’Oscar se Smith fosse stato bianco). Ma Sorrentino precisa di essersi perso la scena, dissociandosi da chi fa il moralista. “Avevo scovato un delizioso angolo dove fumare, cosa rara qui a Los Angeles: non l’ho visto, me l’hanno raccontato. In generale – chiarisce -, ognuno dà gli schiaffi che vuole, mi faccio i fatti miei“.

Il regista napoletano spiega come nasce la battuta “Non ti disunire”

Sorrentino dunque si dissocia dal mainstream ma non si disunisce (altro tormentone) dopo la sconfitta. Il regista infatti spiega come nasce la battuta ne E’ stata la mano di Dio – “Non ti disunire” – che ora tutti gli appioppano suo malgrado. “La battuta – spiega – nasce da un gioco che fa il mio montatore con me. In sala di montaggio quando inizio a deragliare dal lavoro mi dice ‘non ti disunire, continuiamo a montare’. L’ho presa in prestito da lui, che immagino la usi per chiedermi di rimanere concentrato”.

Ecco a chi avrebbe dato l’Oscar per il miglior film

Infine il regista de Le conseguenze dell’amore (a nostro avviso il suo capolavoro, superiore anche al premio Oscar La grande bellezza) non si sbilancia sulla statuetta al miglior film dell’anno, andato a Coda. “Non mi fate fare il critico. Anche se a me piacciono i film che mi travolgono e avrei fatto vincere Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson”.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Tra una fumata e una altra, lì fan tutti gli indiani…, tossici. Figuriamoci con un cazzotto anestetico mancato.

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