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Torino, 11 ago — Si sciopera contro il Green pass alla Hanon Systems di Campiglione Fenile, in provincia di Torino: i lavoratori della ditta usciranno con due ore di anticipo su tutti i turni di dopodomani venerdì 14 agosto.



Niente mensa al chiuso senza Green pass, i lavoratori scioperano

A indire la protesta le Rsu della Fim-Cisl, contro il provvedimento che esclude dalla mensa aziendale i lavoratori sprovvisti di Green pass. Chi tra i 600 dipendenti della ditta risulta privo di certificazione vaccinale sarà costretto a consumare il pranzo all’aperto, in un gazebo allestito nel cortile esterno. Misura inaccettabile per il sindacato, che bolla come «grave questa decisione, in quanto frutto di una mera ed errata interpretazione del Decreto Legge 105 del 23 luglio 2021. La norma — recita il volantino Fim che indice lo sciopero — parla di “esercizi che somministrano cibi e bevande” e non di mense aziendali che già tra l’altro applicano i protocolli Covid».

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La Fim-Cisl chiede un ticket di rimborso «a titolo di risarcimento per il danno subito» per tutti i dipendenti esclusi dalla mensa aziendale lunedì 9 agosto. L’azienda, che produce componenti automotive, motiva la propria decisione con il decreto del 23 luglio, che obbliga alla certificazione verde gli utenti di «Servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso».

Scioperano anche alla Stamet

E incrociano le braccia anche i 150 addetti agli stampaggi metallici e alle verniciature della Stamet di Feletto dopo che la direzione aveva diffuso una circolare stabilendo che «l’accesso ai locali mensa al chiuso è riservato a vaccinati, guariti o possessori di tampone negativo».

La parola ai sindacati

«Nel decreto appena pubblicato non è chiara la norma, e in un’azienda in cui si applicano protocolli Covid non vedo perché debba essere obbligatorio il Green pass quando per entrare non mi viene chiesto», puntualizza Arcangelo Montemarano della Fim Cisl. Scioperare in difesa della mensa per i non vaccinati è necessario «Perché si crea una riserva di lavoratori senza Green pass, e questo è alquanto discriminatorio», gli fa eco Davide Provenzano, ai vertici della Fim Cisl di Torino.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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