Roma, 17 gen — Non hai il green pass, non entri nel ricovero per senzatetto: e crepi di freddo. Molti clochard muoiono per ipotermia nelle notti invernali come cani, perché sprovvisti di passaporto verde che avrebbe loro aperto le porte di un rifugio per clochard. Cinque nell’ultimo mese a Roma, 6 dal novembre scorso. Tre solo negli ultimi giorni.

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Il 14 gennaio è toccato a un 52enne romeno che dormiva sotto il cavalcavia tra via del Tintoretto e via Laurentina, seguito, nella mattina del 15 gennaio, da un 53enne polacco senza fissa dimora. Entrambi deceduti per assideramento. La stessa fine è toccata alcuni giorni prima a un altro senzatetto che aveva eletto la sua «dimora» nel parco del Torrione, al Prenestino. Anche il ricevere la carità, in questo inverno 2021-2022, è subordinato al possesso del salvifico green pass che non garantisce l’immunità, non garantisce la protezione dal contagio, non garantisce di «proteggere se stessi e gli altri», ma se non ne sei provvisto muori: non di Covid, ma di freddo. 

Senzatetto senza green pass, il rifugio li respinge 

«Molti clochard soffrono di problemi psichiatrici, spesso rifiutano tamponi e vaccini e quindi non possono accedere ai mezzi pubblici o ai locali di accoglienza», ammette candidamente il presidente della onlus Medicina Solidale Lucia Ercoli. Ercoli ha in carico la gestione dell’ambulatorio di cure primarie a San Pietro, centro sanitario di riferimento per i senzatetto. Lì i medici eseguono, ogni giorno, una media 80 tamponi in sinergia con l’Ifo San Gallicano diretto da Aldo Morrone.

Sforzi insufficienti

Gli sforzi del Comune sono insufficienti, e di certo non risolvono il problema alla base del mancato accesso alle strutture. Lo stanziamento di 40mila euro deciso dal neoassessore alle politiche sociali Barbara Funari per portare fino a 400 i posti letto in strutture comunali o gestite da associazioni è una soluzione tampone che fatica ad arginare il problema.

Nel frattempo, le associazioni corrono ai ripari: alla Comunità di Sant’Egidio sono almeno 300 i senzatetto che dormono al riparo nelle strutture di accoglienza, mentre la Caritas ha intensificato gli sforzi raddoppiando le ronde delle squadre che ogni notte distribuiscono ai clochard coperte e bevande calde. Ieri il sindaco Gualtieri ha citato Papa Francesco: «L’auspicio del Santo Padre per l’accoglienza dei più vulnerabili sarà una delle linee portanti della nostra azione». E’ molto semplice, caro sindaco: basterebbe evitare di chiedere il green pass ai senzatetto. Basterebbe rifiutare di metterli alla porta. 

Cristina Gauri

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