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Varese, 25 mag – Dovrà scontare sette anni e 10 mesi di carcere Sara Del Mastro, la 38enne che aggredì e sfregiò con l’acido l’ex fidanzato Giuseppe Morgante. Lo ha deciso il Gip di Busto Arsizio (Varese), dopo aver ascoltato le richieste dell’accusa – che aveva chiesto 10 anni – e respingendo le richieste dell’avvocato di parte civile Domenico Musicco, il quale aveva invocato una condanna a 12 anni chiedendo di riconoscere l’aggravante della premeditazione.

«Ho sbagliato, non mi crederai, ma ogni giorno mi sento uno schifo perché ho rovinato per sempre la vita di un ragazzo di 30 anni», ha scritto Sara Del Mastro in una lettera che ha indirizzata a Morgante, che aveva punito sfregiandolo con l’acido perché non accettava di essere stata lasciata. Il documento è stato depositato in aula qualche attimo prima che il gip stabilisse la condanna a 7 anni e dieci mesi per la donna. Nonostante le scuse la donna cerca nuovamente di giustificare il suo crimine: «Il gesto che ho fatto è imperdonabile, ma è stato a seguito di alcune tue promesse che avevi fatto per tenermi tranquilla, come dici te». La lettera si conclude così: «Una volta scontata la mia giusta condanna, tornerò ad essere mamma e non ti importunerò più».

«Hanno sottovalutato tutti la vicenda perché io sono un uomo, grande e grosso, e lei una donna, me lo aspettavo che la sentenza sarebbe stata più bassa del previsto e ne sono amareggiato». Così ha commentato la sentenza un deluso Giuseppe Morgante. «Dopo che ho deciso di lasciarla, a causa della sua gelosia ossessiva, mi mandava in continuazione messaggi, dalla mattina alla sera. Nonostante io sia riuscito a bloccarla, lei mi telefonava con l’anonimo oppure cercava di agganciarmi sulle chat usando falsi profili». Profili da cui mandava messaggi come «uomo avvisato sei morto». 

«Il giudice, così come ha fatto il pm, non le ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione, cosa che trovo inconcepibile – queste le parole dell’avvocato di parte civile Domenico Musicco –. Del Mastro ha confessato di aver comperato l’acido il giorno prima, ditemi chi va in giro in auto con l’acido sotto il sedile. Ci aspettavamo il massimo della pena previsto per questo reato, ad ogni modo sono contento per la liberta’ condizionata a fine pena, garantirà a Giuseppe la tutela che merita».

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. bello schifo:
    la giustizia in italia è diventata una cosa REPELLENTE al punto che
    è da tanto,che io mi ritengo moralmente autorizzato a farmi giustizia da solo.

  2. Pazzesco, ormai la magistratura giudicante è una variabile impazzita nel nulla cosmico…..quella cretina li avrebbe dovuto essere condannata quantomeno a 30 anni….