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Pescara, 9 ott – Non c’è pace per Norma Cossetto e la sua memoria, continuamente stuprate dall’ignobile bassezza della sinistra, Associazione nazionale partigiani in testa. Non vi è infatti città italiana in cui l’Anpi non abbia cercato di osteggiare odiosamente l’intitolazione di targhe, giardini o vie volte a commemorare la studentessa istriana torturata, violentata e buttata ancora viva in una foiba, e insignita post mortem della medaglia d’oro al valor civile attribuita dal presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi.

Attacco ignobile

L’ultimo episodio si è verificato a Pescara dove L’Anpi ha criticato ferocemente l’intitolazione del parco di piazza Italia a Norma Cossetto. Nella propria miseria ideologica l’Associazione nazionale partigiani d’Italia ha definito l’azione un «ennesimo atto di “bullismo politico” dell’amministrazione comunale di Pescara, che si inserisce nella strada già tracciata da altre discutibili “iniziative culturali” tese a riabilitare un passato di cui c’è poco da gloriarsi», arrivando a infangare la studentessa istriana vittima dell’odio partigiano perché «rappresentava (o veniva percepita come tale) una parte ben definita, la stessa che oggi e da anni brandisce la tragedia delle foibe e dell’esodo per parificare torti e ragioni ripetendo la litania della pulizia etnica e dell’italiano sempre vittima e mai colpevole di nulla». Quasi a giustificare gli orrori compiuti sulla Cossetto. «Libertà e democrazia non fanno parte del bagaglio culturale e ideologico del fascismo e dell’Italia fascista che scatenarono la guerra e si macchiarono di una infinità di nefandezze», così finisce la «lezioncina» dei sedicenti «eroi della resistenza».

Le reazioni

Commenti incresciosi che hanno suscitato l’immediata reazione dell’Amministrazione comunale. La maggioranza ritiene «pazzesco» che si debba «artatamente speculare» sulla fine atroce di una studentessa ingiustamente carcerata, stuprata per una notte da 17 aguzzini sul tavolaccio di una scuola e infine seviziata e gettata viva in una foiba. «Se non si comprende questo non si comprende nulla su un crimine, purtroppo non il solo, commesso non in una terra occupata, come si tenta di far credere, ma in Italia e su un’italiana», ha attaccato il Comune. Sulla questione ha voluto intervenire anche Roberto Menia, responsabile dei dipartimenti italiani all’estero di Fratelli d’Italia: «Per l’Anpi intitolare un parco alla Medaglia d’Oro Norma Cossetto, violentata e infoibata dai partigiani di Tito perché italiana, è bullismo. Vergogna eterna ai partigiani del negazionismo e dell’infamia!».

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. i “partigiani” pensassero a combattere la dittatura che è in atto oggi. Ah già! Devono aspettare che si dimetta da sola… come aspettarono i loro nonni nel ’43 (anzi stavolta, per sicurezza, meglio aspettare un 600 giorni in più… Fosse mai che qualche ex-alleato te la rimettesse in piedi!)

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