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Roma, 16 dic – La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 15 anni e 5 mesi di reclusione per Edson Tavares, l’immigrato di origini capoverdiane che aveva sfregiato la ex, la reginetta di bellezza Gessica Notaro, versandole dell’acido in faccia.



La Cassazione conferma la condanna

Nulla di fatto, quindi, per il ricorso della difesa, rigettato dalla Cassazione che ha invece confermato la condanna della Corte d’Appello di Bologna del novembre 2018 e per la quale il 32enne straniero si trova attualmente in carcere. Convalidati i risarcimenti alle parti civili e anche l’espulsione dell’uomo dall’Italia una volta che avrà finito di scontare la pena. «Finalmente la sentenza ha accertato fino in fondo le responsabilità di Tavares. Oggi c’è una sentenza resa nel nome del popolo italiano che dice a Gessica come sono andate le cose, anche se lei lo sapeva già dall’inizio», questo il commento dei legali della Notaro,  gli avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi, puntualizzando che l’immigrato, versandole l’acido addosso, l’ha sfregiata «nel volto e anche nell’animo».

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L’immigrato le versò l’acido in faccia dopo la rottura

La tragica vicenda che ha avuto come protagonista Gessica Notaro è notissima. Addestratrice al delfinario di Rimini, ex reginetta di bellezza, conobbe Tavares sul luogo di lavoro. «L’amore più grande della mia vita», ricorda lei. Poi arrivano le difficoltà del rapporto per «gli atteggiamenti di lui», e la fine della storia con le minacce e l’accanimento ossessivo dell’ex. Fino alla misura restrittiva che gli avrebbe dovuto impedire di avvicinarsi alla Notaro.

Il 10 gennaio del 2017 Tavares aspettò Gessica sotto casa della madre e la sfregiò versandole in faccia l’idraulico liquido. La vittima rimase non solo deturpata, ma perse anche l’uso dell’occhio sinistro, che ora tiene costantemente coperto con una benda. «Mentre l’acido mi mangiava la faccia io, in ginocchio, pregavo Dio: toglimi la bellezza, ma lasciami almeno la vista», aveva raccontato la donna.

Un calvario durato 4 anni

Quasi quattro anni di calvario, tra interventi di chirurgia e battaglie giudiziarie per inchiodare l’immigrato alla propria responsabilità. Non solo: per Gessica è iniziato anche l’impegno civile, facendosi portavoce delle vittime di violenza e incoraggiando chi si è trovata nella sua stessa situazione a reagire. Fino a ricevere l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, su decisione del presidente Sergio Mattarella.

Cristina Gauri

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