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Roma, 28 set – “Le decisioni del Cts sull’aumento della capienza sono insufficienti e non motivate“: la Siae si scaglia contro il “contentino” degli esperti. “Paradossalmente in Italia abbiamo il numero di vaccinati più alto d’Europa e le misure più restrittive“: è l’attacco della Società italiana degli autori e degli editori.



Siae contro Cts: “Decisioni su aumento capienze insufficienti e non motivate”

Il via libera del Comitato tecnico-scientifico all’aumento delle capienze dei luoghi di spettacolo tra il 75% e l’80% “sono insufficienti e francamente non oggettivamente motivate”. Così in una nota la Siae, che sottolinea che a fronte di un alto numero di vaccinati abbiamo ancora troppe restrizioni. “Attualmente la percentuale di persone almeno parzialmente protette dal coronavirus è dell’83,24% mentre il 77,99% è completamente vaccinato. Ci era stato detto che con queste percentuali si raggiungeva l’immunità di gregge. Cosa è cambiato?“, si chiede l’associazione.

“Come dice Mogol, non vogliamo morire ‘sani'”

Come dice il nostro presidente Giulio Rapetti Mogol non vogliamo morire ‘sani’. Per questo reiteriamo il nostro invito a firmare l’appello su www.cultura100x100.it che in pochi giorni ha già raggiunto circa 15mila firme. Un intero comparto, quello dell’industria della cultura, dello spettacolo e dell’intrattenimento rischia di essere cancellato, soprattutto con riferimento a quei settori (musica, concerti, discoteche e locali da ballo) che non vivono di contributi pubblici. Ormai è un rischio reale e vicino e per capirlo basterebbe un po’ di buonsenso“. Peraltro, di riaprire le discoteche ancora non se ne parla.

Anche Federginnastica contro il Cts: “Capienza palazzetti al 50% ridicola”

Non solo Siae. Anche Federginnastica va all’attacco degli esperti consulenti del governo. “La decisione del Cts di portare al 50% la capienza nei palazzetti è assolutamente insignificante e ridicola“. Così il presidente Fgi, Gherardo Tecchi, all’Adnkronos. “Si vede tanta gente ammassata ovunque, i palazzetti invece sono luoghi dove c’è maggior controllo, dove ci sono stati minori casi. Noi – prosegue Tecchi – non abbiamo un campionato ma organizziamo gare di livello a spot, ognuna viene pensata e preparata con gli sponsor scelti ad hoc per l’occasione. Così ci mettono veramente in ‘braghe di tela'”. “Sentiamo che ci viene concessa meno fiducia rispetto agli altri. Se questo è un modo per far morire lo sport ce lo dicessero subito“, conclude il presidente di Federginnastica.

Stamane anche Matteo Salvini ha obiettato che non ha alcun senso non riaprire tutto e che la capienza va riportata al 100%. Ora anche i diretti interessati del parere del Cts esprimono tutta la loro insoddisfazione. Chissà che il governo non trovi la quadra, invece di dar retta solo a una campana.

Adolfo Spezzaferro



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