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Palermo, 15 gen – Bufera mediatica e levata di scudi generale da parte della gendarmerie femminista (ma non solo) in Sicilia. Oggetto dell’indignazione, l’ultima campagna di sensibilizzazione dell’assessorato regionale alla Salute contro l’abuso di alcol fra le donne, comparsa due giorni fa sul sito istituzionale “Costruire Salute” e rimossa dopo appena 24 ore.

“Quali sono le dosi giuste di alcol per la donna?”, è la domanda sposta sul manifesto. La risposta sta nell’immagine di un semibusto femminile, con due abbondanti coppe di vino disegnate al posto del seno. Apriti cielo, definire una donna per quelli che vengono chiamati scientificamente i suoi “caratteri sessuali secondari” è “sessista” e “di cattivo gusto”. Qualcuno sostiene che la quantità di due bicchieri sia anche “scientificamente infondata”.
alcolPrima ad intervenire è stata la Fondazione Belisario in un post su Facebook: “Si continua a sperperare denaro pubblico in campagne istituzionali che degradano la donna ai soliti cliché: ovvero o ‘madre’ ( non bere, perché altrimenti non ti puoi riprodurre bene) o…beh, il solito, anche li! Riteniamo di dover denunciare e monitorare sempre comportamenti disfunzionali come questo, che ledono la dignità della donna e che contribuiscono a costruire un’immagine sessista di cui certamente non sentiamo la necessità”. Forse qualcuno dovrebbe spiegare ai cuori sanguinanti della Fondazione che se si raccomanda alle gestanti di non bere durante la gravidanza è per tutelare la salute del bimbo –  la sindrome feto-alcolica non vi dice niente? – e non per relegare la donna al “ruolo patriarcale di fattrice oppressa e fabbrica di figli”.   

Qualche medico commenta su Facebook: “Non esistono dosi giuste né per una donna né per un uomo. La campagna non è solo volgare, ma sbagliata scientificamente. Soldi pubblici buttati”. Claudia Pilato, dell’associazione l’Arte di crescere che promuove progetti di allattamento al seno, scrive: “Ho scritto sulla loro pagina Facebook un messaggio di indignazione e non sono stata l’unica”. Ci mette un bel fiocco anche Daniela Tomasino, dell’Arcigay Palermo: “Ma che è sto schifo? Perché continuano ad affidare le campagne di sensibilizzazione ai cugini?”. Tutti impazziti per un paio di bicchieri che ricordano un paio di poppe: il femminismo nel 2020.

Cristina Gauri

5 Commenti

  1. Sicuramente la campagna faceva riferimento al modo di dire che il seno perfetto entrava nelle coppa di champagne, cambiando il bicchiere con un calice di vino. Purtroppo la scarsa intelligenza di soggetti fuori dal mondo rende tutto un grosso problema senza che ne sia davvero bisogno. Cosa c’è di volgare o di sessista in questo spot? Cosa c’è di sbagliato nel suggerire alle donne di essere caute con l’alcool?

  2. Perché non parlano mai della qualità di quello che si beve e solo della quantità?!?! Non siamo nati ieri…

  3. l’Arcigay Palermo: “Ma che è sto schifo? …”…unico commento che, vista la provenienza, ha una un vago senso..