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Roma, 18 mag – Sembra un tempo ormai remoto eppure sono passati pochi mesi da quando in Italia vennero registrati i primi casi di coronavirus. Una coppia di turisti cinesi risultati positivi e ricoverati in ospedale a Roma ci fece drizzare le antenne, perché il virus evidentemente stava già circolando anche dalle nostre parti. Una notizia che tutti gli italiani appresero dai media ma che evidentemente non poteva essere una sorpresa per il ministero della Salute. Almeno lì avrebbero dovuto saperlo prima dei giornalisti. E invece qualcuno, non propriamente una persona qualunque, ignorava il fatto. “L’ho saputo dal Tg. Sono tornato a casa e mia moglie mi ha detto: ma sei stato tutto il giorno al ministero  e non mi dici che ci sono due positivi a Roma? E mi ha detto pure una parolaccia. Ma sul tavolo del viceministro le informazioni non arrivano. E non è normale”. E’ quanto dichiarato dal viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ieri sera a Non è l’Arena.



“Non mi facevano leggere i verbali”

Ospite di un Massimo Giletti stupefatto per queste parole, Sileri a ruota libera ha sbottato contro chi non lo tiene sufficientemente informato. O di farlo comunque in ritardo, tenendogli nascoste questioni di primaria importanza. Ma come, è lui o non è lui il viceministro della Salute? E chi sarebbero questi dispettosi che gli mettono i bastoni tra le ruote? I funzionari del ministero? Intervistato da La Verità, Sileri ha detto che “serve più comunicazione all’interno del ministero e soprattutto con chi è parte del Comitato tecnico scientifico”. Secondo il viceministro il Cts “purtroppo è diventato un imbuto in cui arrivano tutte le richieste”. Ovvero? Ad esempio “le autopsie si possono fare? Qual è la definizione di ‘caso di Covid’? Non sono problemi da poco”. Sileri va giù duro e sostiene di essere stato tenuto all’oscuro spesso. E’ capito “che io scoprissi da circolari emanate dal ministero in via amministrativa che si decideva anche su temi di cui mi sto occupando”.

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Ma Sileri è piuttosto adirato soprattutto con il segretario generale del suo dicastero, Giuseppe Ruocco, nonostante eviti di fare esplicitamente il suo nome. “La prima obiezione gliel’ho fatta il 30 gennaio e non ho ricevuto risposta. Avrò motivo di preoccuparmi”, afferma il viceministro. Ma Sileri i verbali li leggeva? “Questa è bella – afferma – I verbali del comitato erano ‘secretati’. Sono un medico, un pragmatico, ma se chiedevo i verbali mi negavano la possibilità di leggerli”. Accuse piuttosto pesanti quelle del viceministro. E altrettanto preoccupanti.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. E’ da mesi che P.Sileri cerca di uscirne senza perdere le faccia… Chi non se ne accorto ha le fette di salame sugli occhi e sulle orecchie! Se fossi al posto del ministro Speranza, me ne vergognerei un po’…

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