Roma, 24 gen – Le cosiddette fake news sono entrate prepotentemente nella campagna elettorale delle elezioni politiche italiane: molte delle notizie contro l’attuale establishment sono tacciate di essere bufale e di essere strumenti per screditare le attuali forze governative. Ricordiamo la boutade dell’ex Vicepresidente Usa, Joe Biden, in cui parlava di “interferenze di hacker russi nella campagna per il referendum dello scorso anno sulla riforma costituzionale e di presunti cyber-aiuti alla Lega e il Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni politiche”[1]. L’inconsistenza e la non veridicità delle dichiarazioni del vice di Obama sono state prontamente confermate dai direttori di Aisi ed Aise, capi dei servizi segreti, Mario Parente ed Alberto Manenti.
In merito alla questione disinformazione, il ministro Minniti è corso ai ripari affidando alla Polizia di Stato, nello specifico al Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), il compito di verificare le segnalazioni dei lettori riguardo a probabili fake news. Casualmente, l’iniziativa è stata lanciata in campagna elettorale e dopo i ripetuti appelli di Laura Boldrini e Matteo Renzi, che ricordiamo per il suo accorato appello sui social network a proposito dei sacchetti compostabili (l’ex premier se l’è presa con un’immagine pubblicata da una pagina Facebook chiaramente satirica, parlando di una fake news che “gira via sms”… gli sms nel 2018?).

La stessa preoccupazione a proposito del proliferare della disinformazione è stata espressa dalla Commissione Europea: proprio nell’anno delle elezioni politiche in Italia e in Svezia, con l’avvicinarsi delle elezioni del Parlamento Europeo del 2019 e forse dopo gli ottimi risultati elettorali dei partiti di destra del 2017, gli eurocrati hanno nominato un “Gruppo Alto Livello per lotta fake news[2]. Gli esperti contribuiranno allo sviluppo di una strategia dell’Unione Europea atta a combattere il fenomeno delle notizie false; il Commissario Europeo al Digitale Mariya Gabriel, promotrice dell’iniziativa, ha affermato: “Attraverso un sforzo collettivo, credo davvero che saremo capaci di identificare azioni efficaci per lottare contro l’epidemia di informazioni false e la disinformazione online, nel rispetto dei principi fondamentali”.
Tra gli esperti italiani di “alto livello”, troviamo Gianni Riotta, noto giornalista, molto attivo in ambito fake news: infatti ricordiamo il suo impareggiabile articolo[3] sul Russiagate in cui riportava, senza nessun tipo di verifica della fonte, le dichiarazioni di Brian Ross, suo collega dell’ABC News e successivamente sospeso dal media appunto “per aver riferito erroneamente che Michael T. Flynn, ex consigliere per la sicurezza nazionale, avrebbe testimoniato che il Presidente Trump gli aveva ordinato di prendere contatto con dei funzionari russi[4].

Mariya Gabriel, politico bulgaro eletta per due mandati nel Parlamento Europeo e Vice Capogruppo del PPE nel 2014, nel maggio scorso viene proposta dal governo bulgaro come Commissario Europeo per sostituire la dimissionaria Kristalina Georgieva[5], che aveva rinunciato all’incarico per la dirigenza generale della Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo e della Agenzia Internazionale per lo Sviluppo.

Il 7 luglio scorso, la Gabriel diventa Commissario Europeo per l’Economia e le Società Digitali e uno dei suoi primi impegni istituzionali è proprio il Gruppo Alto Livello per lotta fake news, battaglia tanto cara e sostenuta finanziariamente, sia a livello europeo sia a livello internazionale, da George Soros. Curiosamente Mariya Gabriel compare nell’elenco “Reliable allies in the European Parliament (2014 – 2019)[6] dell’Open Society European Policy Institute, ed è stata moderatrice di diverse conferenze[7][8] organizzate proprio dalla fondazione del magnate.

Indubbiamente, la più grande task force globale rimane quella finanziata da George Soros che, sfruttando le sue influenze, vorrebbe forse silenziare chi si oppone al suo disegno mondialista del “tutti uguali e ugualmente irrilevanti”, Russia e Ungheria in primis.
Di seguito saranno elencate e analizzate le agenzie e le istituzioni, governative e non, sostenute dalla Open Society Foundation di Soros, che hanno implementato una vera strategia di controllo delle notizie.
Poynter Institute è una società americana “leader nel settore del giornalismo” che ha sviluppato un’unità chiamata “International Fact-Checking Network” per promuovere migliori pratiche riguardo all’informazione attraverso un codice di principi utile per scovare le notizie false. Poynter è stato scelto da Facebook in seguito alla decisione di scendere in campo contro la disinformazione sulla sua piattaforma: gli utenti potranno a breve segnalare presunte fake news che saranno poi analizzate secondo i metodi e i criteri definiti dall’International Fact-Checking Network[9]. Sembrerebbe un’ottima iniziativa del più famoso social network: peccato che tra i maggiori sostenitori finanziari figuri proprio l’Open Society Foundations di Soros a cui si aggiungono, per non far mancare altro mondialismo, l’Omidyar Network del fondatore di Ebay Pierre Omidyar, la filantropica Fondazione di Bill e Melinda Gates, la National Endowment for Democracy (organizzazione finanziata dal governo americano con la missione “di esportare la democrazia all’estero”) e Google[10].

Nel 2011 il Poynter Institute invitò i giornalisti americani a minimizzare la minaccia jihadista[11]: “Tra le centinaia di omicidi che si verificano ogni giorno, i giornalisti sono molto più propensi a riferire delle violenze della jihad e del terrorismo rispetto ad altre. Di conseguenza, i lettori hanno sviluppato un’impressione distorta della preponderanza terrorismo islamista, rispetto ad altre forme di conflitto. Occorre non amplificare i timori legati a questo”.

Media Matters for America è un centro di ricerca di taglio progressista nato con l’obiettivo di monitorare, analizzare e correggere la presunta “disinformazione dei conservatori” negli Stati Uniti, con una sezione intera dedicata al Presidente Trump. Il centro di ricerca “democratico” ha ricevuto ingenti finanziamenti dalla Open Society Foundations di Soros[12][13].


Il Centre for Public Integrity è un’organizzazione con sede a Washington che gestisce il Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi, un network di giornalisti appartenenti alle maggiori testate media mainstream internazionali (New York Times, Guardian, Le Figaro, El Pais, Washington Post, La Repubblica); lo scopo dell’organizzazione è “servire la democrazia rivelando gli abusi di potere, la corruzione e il tradimento della fiducia pubblica fatti da potenti istituzioni pubbliche e private, usando come strumento il giornalismo investigativo[14]. Sembra quindi paradossale che uno dei principali donatori sia proprio una “potente istituzione privata” che cerca di influenzare con la propria attività il normale svolgimento democratico di diversi Paesi, ovvero la Open Society Foundations (oltre a molte organizzazioni ad essa legate finanziariamente come Carnegie Corporation of New York, la Sigrid Rausing Trust e la Ford Foundation)[15].

Giampaolo Rossi de Il Giornale afferma che “fu proprio il Centre for Public Integrity che costruì a tavolino lo scandalo dei Panama Papers, una delle più fasulle inchieste giornalistiche degli ultimi anni, finalizzata a colpire i nemici politici dell’Amministrazione Obama (Putin in testa). In altre parole, coloro che finanziano manipolazioni giornalistiche nel mondo, finanziano lo strumento per sancire quali notizie sulla rete devono essere ritenute vere e quali false[16]. Anche la Gran Bretagna ha la sua organizzazione che si occupa di fact checking, la Full Fact, e viene utilizzata dal browser Mozilla Firefox per eliminare le fake news dai risultati delle sue ricerche. Come le colleghe statunitensi, anche Full Fact è finanziata dalla Open Society Foundations di Soros[17].

Chiudiamo l’elenco con il capolavoro dell’Unione Europea e della sua “European External Action Service East StratCom Task Force” (istituita per affrontare le campagne di disinformazione in corso in Russia): EU vs Disinformation Campaign, redattrice di una vera lista di proscrizione chiamata Disinformation Review, allo scopo di elencare “le notizie, presenti nell’universo dell’informazione internazionale, evidenziate per avere una visione parziale, distorta o falsa, e/o create per diffondere messaggi pro-Cremlino[18].

Incredibile e non capiamo nemmeno su quali basi, nella lista di proscrizione è stata inserita anche Gefira, fondazione europea che si occupa di ricerca focalizzata sui cambiamenti demografici, e le relative conseguenze sulla geopolitica e sullo sviluppo finanziario, per il suo articolo “Le ONG stanno trasportando una quantità industriale di migranti in Europa”[19] pubblicato nel dicembre 2016 in cui si evidenziano rotte e finanziamenti delle organizzazioni non governative presenti davanti alle coste libiche.

EU vs Disinformation Campaign si avvale della collaborazione di segnalatori come StopFake e Kremlin Watch; quest’ultimo fa parte del think tank ceco European Values, e “mira a identificare le influenze e la disinformazione attuate dalla Russia contro le democrazie occidentali[20]. Tra i principali sostenitori economici non potevano mancare la Open Society Foundations di Soros, la Commissione Europea e il Parlamento Europeo[21].

Anche StopFake è legata alla fondazione sorosiana attraverso la Sigrid Rausing Trust[22] e membri del suo board[23]: Chris Stone è presidente dimissionario della Open Society Foundations, mentre Mabel van Oranje siede attualmente nel consiglio di amministrazione della stessa.

È veramente paradossale che i segnalatori di Disinformation Review appartengano alla galassia Soros, che, come noto, non è certamente un estimatore né di Putin né dei premier degli stati Visegrad, nonché uno principali sostenitori del colpo di stato ucraino[24]. Nel suo articolo “La più inquietante iniziativa UE finora? Liste di proscrizione di “Propaganda Russa” su direzione di Soros[25] Gefira commenta: “È interessante notare come George Soros interpreti i valori liberali europei. La libertà di stampa è normalmente uno dei principali, ma Soros vuole liste di proscrizione di chiunque sia in disaccordo, qualcosa fatto di recente dal presidente turco Erdogan in seguito al fallito colpo di stato nel suo paese e criticato dalla stessa UE. Un altro valore fondamentale è il diritto al giusto processo. Ed invece Kremlin Watch di George Soros è giudice, giuria e giustiziere. A chi appartiene l’UE e chi serve? Agli europei o ad un oligarca finanziario? Forse l’Ungheria ed Israele hanno ragione: Soros è una minaccia per la democrazia”.
La East StratCom Task Force è stato solo il primo passo dell’Unione Europea sulla questione fake news: gli esperti del Gruppo Alto Livello per lotta fake news, che si riuniranno per la prima volta entro la fine del mese di gennaio, saranno i responsabili di un report sulla disinformazione che sarà pubblicato in primavera[26].

Tornando al nostro Paese, vogliamo ricordare la lista delle ONG, stilata dal ministro Orlando, chiamate a vigilare sul web: l’elenco comprende 51 organizzazioni e associazioni italiane di cui ben 10 finanziate dalla Open Society Foundations di George Soros (Associazione Lunaria, ARCI, Associazione 21 Luglio, Associazione Carta di Roma, ASGI, Amnesty International Italia, Archivio delle Memorie Migranti, Unione Forense per la tutela dei diritti umani, Arcigay e CIR).

In conclusione, ci chiediamo il motivo di una così stretta e inquietante collusione tra George Soros e l’Unione Europea sulla questione fake news, e della comune ossessione riguardo alla presunta disinformazione russa. Da cosa è scaturito un timore così forte a proposito delle ingerenze del Cremlino sugli stati occidentali? Forse il democratico voto sulla Brexit e la democratica elezione di Trump hanno evidenziato un allontanamento dei cittadini dall’attuale establishment di difficile gestione? Forse è la democrazia il vero spauracchio dell’élite globalista e degli eurocrati?
Chiudiamo con la dichiarazione di Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e monetari: “Il voto italiano è un rischio politico per l’Unione Europea. Quale maggioranza uscirà dal voto? Quale programma, quale impegno europeo?[27] . Interessante e significativo vedere Moscovici ad una conferenza del 2014 mentre discute amabilmente con George Soros e Van Rompuy sul futuro dell’Europa.
Video: Van Rompuy, Soros, Moscovici debate Europe’s future 

Qui nessuna ingerenza e influenza sulla sovranità italiana? Peccato che non ci possiamo appellare a nessuna agenzia di fact checking.
Francesca Totolo
NOTE
[1] Gli 007 italiani smentiscono Biden: “Non ci sono evidenze di ingerenze straniere sul voto italiano”: http://www.repubblica.it/esteri/2017/12/14/news/gli_007_italiani_smentiscono_biden_non_ci_sono_evidenze_di_ingerenze_straniere_su_voto_italiano_-184102713/
[2] Gruppo alto livello per lotta fake news: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/01/13/gruppo-alto-livello-per-lotta-fake-news_0a5afeda-ba72-4e70-97e9-6ba01a105ee1.html
[3] Le mosse a tenaglia di Mueller per stringere il cerchio su Donald: http://www.lastampa.it/2017/12/02/esteri/le-mosse-a-tenaglia-di-mueller-per-stringere-il-cerchio-su-donald-aM9iOpllyEbFPbTM7TJ96O/pagina.html
[4] ABC Suspends Reporter Brian Ross Over Erroneous Report About Trump: https://www.nytimes.com/2017/12/02/us/brian-ross-suspended-abc.html
[5] Seven Soros-supportive men and women from Bulgaria in the European Parliament: http://bulgarianpresidency.eu/seven-soros-supportive-men-women-bulgaria-european-parliament/
[6] Reliable allies in the European Parliament (2014 – 2019): https://legacy.gscdn.nl/archives/images/soroskooptbrussel.pdf
[7] The EU as a Peacemaker – Enhancing EU Mediation Capacity: http://www.franziska-brantner.eu/wp-content/uploads/2013/05/Programme-Sofia.pdf
[8] Elections in the Democratic Republic of Congo: http://www.eurac-network.org/sites/default/files/invitation-eurac-osepi-conference-2-june-2016.pdf
[9] Soros finanzia il sistema “anti-bufale”: http://www.occhidellaguerra.it/soros-bufale-facebook/
[10] Largest funders of The Poynter Institute: https://www.poynter.org/largest-funders-poynter-institute
[11] Course Instructs Journalists to Take Note That Jihad ‘Not a Leading Cause of Death’: http://www.foxnews.com/politics/2011/09/29/journalism-course-stresses-jihad-not-leading-cause-death.html
[12] Lawmakers probe US funding for Soros groups, left-wing causes in Europe: http://www.foxnews.com/politics/2017/02/17/lawmakers-probe-us-funding-for-soros-groups-left-wing-causes-in-europe.html
[13] Media Matters Lies, Part MCCLXIII: https://spectator.org/media-matters-lies-part-mcclxiii/
[14] About The Center for Public Integrity: https://www.publicintegrity.org/about
[15] How the Center for Public Integrity is Funded: https://www.publicintegrity.org/about/our-work/supporters
[16] Soros, fake news e senso del ridicolo: http://blog.ilgiornale.it/rossi/2016/12/19/soros-fake-news-e-senso-del-ridicolo/
[17] Independence and funding: https://fullfact.org/about/funding/
[18] EU vs Disinformation Campaign, about: https://euvsdisinfo.eu/about/
[19] Le ONG stanno trasportando una quantità industriale di migranti in Europa: https://gefira.org/it/2017/04/03/le-ong-stanno-trasportando-una-quantita-industriale-di-migranti-in-europa/
[20] European Values-Kremlin Watch: http://www.europeanvalues.net/kremlinwatch/
[21] European Value, annual report 2015: http://www.europeanvalues.net/wp-content/uploads/2013/02/VZ2015_ENG_FIN.pdf
[22] StopFake: https://www.stopfake.org/it/home/
[23] Sigrid Rausing Trust, The Trustees: https://www.sigrid-rausing-trust.org/About-SR-Trust/The-Trustees
[24] Soros admits playing an integral part in the Ukraine crisis – CNN interview May 27, 2014: https://www.youtube.com/watch?v=oSAArjOBf_c
[25] La più inquietante iniziativa UE finora? Liste di proscrizione di “Propaganda Russa” su direzione di Soros: https://gefira.org/it/2017/08/09/la-piu-inquietante-iniziativa-ue-finora-liste-di-proscrizione-di-propaganda-russa-su-direzione-di-soros-2/
[26] Digital Single Market – Fake news: https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/fake-news
[27] Moscovici: “Voto italiano un rischio politico per l’Europa”: http://www.repubblica.it/politica/2018/01/16/news/moscovici_elezioni_italia-186597192/
 
 

3 Commenti

  1. Completo,esaustivo e chiaro……..questi infami,codardi e vigliacchi ci vogliono rimbambire con le loro storielle e cazzate universali……. Rimbambiti saranno loro e i cortigiani che li circondano.

  2. Aggiungo……avete notato come sono sparite le notizie relative allo spaccio e ai traffici di droga che sovvenzionano il terrorismo islamico e come invece si tenti di educare gli italioti al rispetto degli islamici o maomettani vari………..altrimenti saremmo accusati dai pennivendoli di islamofobia……gravissimo reato. Lo schifo e la puzza salgono sempre di più.

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