Roma, 17 nov –  Le coop di Aboubakar Soumahoro sono nell’occhio del ciclone. Adesso il “deputato con gli stivali” si trova in una situazione ancora più complicata. Le due cooperative, gestite dalla suocera e dalla moglie del parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, sono accusate anche di sfruttamento di minorenni sul lavoro.

Le coop di Soumahoro che sfruttano i minorenni

Secondo quanto riporta Repubblica, la voce viene direttamente dagli sfruttati. In particolare, quella di Nader, un minorenne ospite delle strutture di Latina dalle coop di Soumahoro: “L’elettricità e l’acqua sono state tagliate per molto tempo. Non c’è cibo né ci sono vestiti. Stavamo lavorando e poi ci hanno spostato in un posto a Napoli peggiore del primo e tutti quelli che lavorano qui sono razzisti”. Denunce confermate anche da Ziyad, 16 anni: “Il cibo non era buono e non c’era acqua né elettricità. Dopo tutto questo hanno chiuso a chiave questa casa perché non c’erano soldi”. I ragazzi si sono rivolti al sindacato Uiltucs, mentre ora le indagini sono al vaglio della Procura di Latina, che ha aperto un’inchiesta. Trenta le persone che hanno testimoniato, tutte appartenenti alle cooperative Karibu e Consorzio Aid. I lavoratori sostengono in alcuni casi di non ricevere lo stipendio da quasi due anni.

Uiltucs chiede chiarezza

Le coop di Soumahoro finora sono “sopravvissute” alle prime accuse di sfruttamento. Ora però la faccenda si fa più seria, perché lo sfruttamento stesso coinvolge anche i minorenni. Così Uiltucs chiede chiarezza. Sia su Karibu che su Consorzio Aid. La prima è guidata da Marie Terese Mukamitsindo, presidente del Cda, spalleggiata da Liliane Murekatete, ovvero la moglie di Soumahoro. Nel 2021 la cooperativa ha ricevuto contributi a fondo perduto Covid per 227mila euro. Ora si trova in una situazione debitoria plurimilionaria. La seconda in teoria sarebbe una “Agenzia per l’inclusione e i diritti”, nel 2020 ha ottenuto di incaricarsi di varie attività per gli stranieri .

Secondo Uiltucs di Latina ci potrebbero essere anche delle fatture false, da utilizzare per alcuni pagamenti. Gli stessi dipendenti delle cooperative hanno segnalato al sindacato la questione,  di cui erano venuti a conoscenza mentre tentavano di recuperare somme arretrate. Una conoscenza avvenuta tramite la lettura di alcuni messaggi e chat, ora all’esame dei magistrati.

I testi dei messaggi

Si legge, più o meno, di tutto. E non è gratificante, per dei messaggi che sarebbero stati inviati anche dalla suocera di Soumahoro. “Non ho dimenticato il tuo debito o quello di Mohamed. Dovevamo essere pagati poi hanno richiesto certificati antiriciclaggio”. Poi: “Portami la settimana prossima fattura di metà importo”, “Ti ringrazio e ti ringrazierò a vita per tutto e ti chiedo di incontrarci in ufficio per accordare il dilazionamento delle spettanze dovute e le fatture”. Un vero coacervo di comunicazioni inquietanti.

Mancano 400mila euro di stipendi non pagati

Gli stipendi mancanti ammonterebbeo a circa 400mila euro. Secondo Gianfanco Cartisano, segretario del sindacato, “tali somme, corrispondenti a competenze non pagate, sono state confermate dalle coop Karibù e Consorzio Aid, che dopo richieste di intervento inviate da Uiltucs all’Ispettorato avevano raggiunto accordi sul pagamento dilazionato delle spettanze, purtroppo oggi non rispettato”. Uiltucs insiste affinché il prefetto Maurizio Falco blocchi i “rifornimenti” alle due copperative e con quel denaro paghi i lavoratori sfruttati. Nel frattempo il sedicente paladino dei lavoratori Soumahoro tace. Dopo tanta retorica per la difesa dei deboli, solo un tristissimo silenzio. E chissà che non vi sia finalmente la consapevolezza, forse, di essere parte di una delle scene più ipocrite e marcie della storia della politica italiana.

Stelio Fergola

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