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Spazi pubblici e bandi di concorso? Solo se firmi la dichiarazione di antifascismo. A Ostia va in scena Orwell

by Cristina Gauri
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Roma, 9 mag — Volete richiedere l’utilizzo di spazi pubblici? Firmate la dichiarazione di antifascismo e affermate di condividere i valori della resistenza, altrimenti nisba: è il delirante contenuto della mozione presentata dalla maggioranza del consiglio comunale del X Municipio di Roma Capitale (a immancabile trazione Pd) nel tentativo di delegittimare orwellianamente (e antidemocraticamente) la presenza di voci non conformi e dissonanti con la narrazione dem sul territorio. Chi si rifiuta di sottoscrivere il dogma antifascista verrà silenziato.

Il pretesto per lanciare la mozione — che verrà votata in Consiglio questo giovedì — è spiegato nell’incipit dove si lancia un allarme riguardo il «riemergere» di non meglio specificate né dimostrate, o supportate da elementi che ne provino la veridicità, «azioni e condotte di natura estremista davanti alle scuole del territorio» e manifestazioni «promosse da organizzazioni neofasciste che si collocano al di fuori del perimetro costituzionale» che contribuirebbero a relazioni e reti di «complicità e omertà nonché un pericoloso spirito di emulazione».

X Municipio, arriva la mozione che chiede la dichiarazione antifascista per occupare spazi pubblici

Con la mozione si impegna il sindaco e la Giunta a «non concedere locali, spazi o l’occupazione del suolo pubblico a organizzazioni di qualsiasi ispirazione politica che non garantiscono di rispettare i principi garantiti dalla Costituzione manifestando o professando comportamenti razzisti, omofobi e sessisti, espressioni di odio o intolleranza religiosa, o che si ispirino ai disvalori del fascismo e del nazismo» e a «disporre che l’accesso agli spazi e locali, la partecipazione a bandi o l’occupazione del suolo pubblico siano subordinate ad una dichiarazione esplicita di valori antifascisti». Con la postilla che prevede l’indottrinamento di bambini, ragazzi e studenti con i soliti eventi e «dibattiti» in salsa antifascista, nelle scuole di ogni ordine e grado.

Oltre la distopia 

Siamo oltre Orwell, oltre ogni più sfrenato sogno bagnato dei seguaci del Brave new world. Non è chiaro per quale motivo un cittadino debba manifestare le proprie intime idee sopra scartoffie burocratiche per potersi vedere riconosciuto un diritto. Non risulta nemmeno chiaro, inoltre, perché il Comune debba indebitamente ficcare il naso nella vita e nelle convinzioni dei cittadini, che non sono affatto obbligati ad esprimere su carta bollata le proprie idee politiche in merito a razzismo, sessismo e altri deliri paranoidi politicamente corretti. Risulta abbastanza chiaro, invece, che nelle stanze di via Claudio nessuno sia preoccupato della tenuta dei valori democratici; l’obbiettivo, semmai, è quello di silenziare e togliere agibilità politica a chi non è gradito ai signori del Pd o dei vari comitati e «kollettivi» rossi che popolano il X Municipio.

Aguzzetti: il Municipio non decida dell’agibilità altrui

«La mozione presentata dalla maggioranza di questo municipio é una violenza politica, perché di fatto il municipio, sostituendosi alla legge e alla Costituzione, decide dell’agibilità politica degli altri», questo il commento a caldo del consigliere comunale del Gruppo misto Alessandro Aguzzetti. «Chiedere di sottoscrivere un documento dove ci si dichiara antifascisti per poter partecipare ad un bando oppure per ottenere una autorizzazione al suolo pubblico è un atto di limitazione dell’altrui libertà».

Atto portato avanti da chi dovrebbe pensare «ai problemi dei cittadini di questo territorio che sono costretti a vivere nel degrado e che ogni settimana segnalano problemi continui» e invece «perde tempo per l’ennesima marchetta elettorale all’Anpi con documenti carichi di odio politico, che vorrebbero escludere dal dibattito chi non la pensa come chi governa il territorio. Non posso tollerare questi atteggiamenti, in aula farò di tutto per ostacolare questo documento. Mi auguro che prevalga il buon senso e che i firmatari ritirino questa mozione», chiosa Aguzzetti.

Cristina Gauri

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2 comments

Germano 9 Maggio 2023 - 11:46

Chiederei alla Meloni come mai ? A che è stata scelta Premier ? Vergogna !!!

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Daniele 9 Maggio 2023 - 12:23

Una dichiarazione del genere credo sia illegale. I valori di ognuno sono strettamente personali. Il pensiero, qualsiasi esso sia, è lecito e legittimo. Sono le azioni, semmai, a poter essere considerate reati.

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