Modena, 21 mar — Poteva finire davvero male, poteva sfociare in una nuova strage di Corinaldo: due 18enni del Modenese, entrambi di origine straniera, sono finiti in manette per aver seminato il terrore in una discoteca spruzzando spray urticante per rapinare alcuni giovani.

Spray urticante per derubare in discoteca

E’ accaduto sabato sera al Notte Tempio di via Nicolò Biondo. Il locale era strapieno, proprio come accadde in quella tragica sera del 2018: i due giovani immigrati hanno spruzzato spray al peperoncino in mezzo alla folla scatenando il panico tra i presenti. L’aria si è fatta all’improvviso irrespirabile, gli occhi hanno preso a bruciare: tutti i clienti della discoteca si sono accalcati verso le porte di sicurezza per guadagnare l’uscita.

La memoria corre subito alla drammatica notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona), in occasione del concerto del trapper SferaEbbasta: identico lo stratagemma dello spray per derubare i presenti di catenine e cellulari. Sei persone persero la vita (cinque adolescenti e una mamma), più di 200 persone — quasi tutti ragazzini — rimasero ferite.

Sfiorata una seconda Corinaldo

Fortunatamente, stavolta le cose sono andate in maniera diversa. Il sistema delle uscite di sicurezza ha funzionato e i clienti del locale, seppur spaventati, sono riusciti a guadagnare l’esterno del locale, registrando un solo ferito lieve. Cinque le persone derubate dei lori averi — qualche catenina —, due ragazzi in manette: poco più che 18enni, sono entrambi residenti a Modena ma originari dell’Albania e delle Filippine. Si rimane ora in attesa  dell’udienza di convalida degli arresti. Sulle indagini ancora in corso le forze dell’ordine mantengono il più stretto riserbo.

Per una macabra coincidenza proprio nei giorni scorsi la Corte d’assise d’appello aveva aggiunto ai reati di omicidio preterintenzionale, lesioni, furto e rapina, anche quello di associazione per delinquere per la «banda dello spray» coinvolta nella strage di Corinaldo.  Per un aumento di pena per ciascuno dei sei imputati tra un mese e quattro mesi. Aumenti che hanno portato le condanne totali tra i dieci anni e 9 mesi della condanna più lieve e i 12 anni e sei mesi della più pesante.

Cristina Gauri

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