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Roma, 4 mar – L’Ema, l’Agenzia europea per il farmaco, comunica di aver iniziato la valutazione del vaccino russo Sputnik V. “Sebbene l’Ema non sia in grado di prevedere le tempistiche generali, dovrebbe richiedere meno tempo del solito per valutare un’eventuale domanda a causa del lavoro svolto durante la revisione progressiva”, si legge nella nota dell’Ema. La richiesta di revisione del vaccino prodotto da Gamaley, il centro nazionale russo per l’epidemiologia e la microbiologia, è giunta ad Ema dalla tedesca R-Pharm Germany.



Sputnik, il comunicato di Ema

“La decisione del Chmp, (il Comitato europeo per i medicinali, ndr) di avviare la revisione progressiva si basa sui risultati di studi di laboratorio e studi clinici sugli adulti. Questi studi indicano che Sputnik V innesca la produzione di anticorpi e cellule immunitarie che prendono di mira il coronavirus SARS-CoV-2 e possono aiutare a proteggere contro COVID-19”, si legge ancora nel comunicato di Ema. Quindi adesso l’Agenzia europea del farmaco, “valuterà i dati non appena saranno disponibili per decidere se i benefici superano i rischi”. E “la revisione progressiva continuerà fino a quando non saranno disponibili prove sufficienti per la domanda formale di autorizzazione all’immissione in commercio”.

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Sputnik, il vaccino russo che nessuno voleva

Insomma l’Ema inizia a muoversi. D’altronde in Europa si moltiplicano le voci che invocano lo Sputnik. La paura di restare fermi al palo inizia a farsi sentire e sul vaccino russo a febbraio erano già arrivati lo studio pubblicato dalla rivista scientifica Lancet e il via libera dell’istituto Spallanzani. E dire che inizialmente lo Sputnik V era stato accolto con una scettica reazione internazionale. A tal punto che a fine 2020 nessuno lo citava più, visto che tra l’altro erano spuntati altri vaccini dal ben più affidabile mondo occidentale. Peccato per le dosi mancanti, i contratti firmati quasi a busta chiusa e una campagna vaccinale fantozziana. Un disastro evidente, talmente tanto che oggi è stato condito con l’ultima umiliazione. Pure il Marocco avrebbe infatti superato Francia, Germania e Italia per numero di dosi – di vaccino anti Covid – somministrate.

Eugenio Palazzini

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