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Roma, 4 mar – Una sola dose di vaccino per chi ha già fatto il Covid: c’è il via libera dal ministero della Salute. Accolta dunque la possibilità di somministrare – a determinate condizioni – un’unica dose di vaccino anti-Covid, senza dunque effettuare alcun richiamo, ai soggetti che hanno già avuto un’infezione da virus SarsCov2.



Via libera del ministero a una sola dose di vaccino per chi ha già avuto il Covid

L’indicazione è contenuta in una nuova circolare firmata dal direttore della Prevenzione del dicastero della Salute Giovanni Rezza. E recepisce il parere positivo espresso sia dal Consiglio superiore di sanità sia dall’Agenzia italiana del farmaco. In sostanza, fa fede che i soggetti che abbiano già contratto l’infezione e ne siano guariti abbiano al contempo sviluppato anticorpi e quindi una qualche immunità. Ecco perché è possibile non effettuare la seconda dose. Nonché ricevere la prima a una certa distanza di tempo dall’infezione.

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La possibilità di una sola dose non vale per i soggetti con particolari problemi di salute

La circolare chiarisce infatti che “è possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino” anti-Covid-19 nei soggetti con “pregressa infezione da Sars-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica)”. “Purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa”. Ma ci sono delle eccezioni. La possibilità di un’unica dose non vale infatti per i soggetti con particolari problemi di salute. Somministrare una sola dose non vale “per i soggetti che presentino condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici”. In questi soggetti, siccome non è prevedibile la protezione immunologica acquisita con l’infezione da SARS-CoV-2 né quanto possa durare tale protezione, si raccomanda di seguire il protocollo della doppia dose per i tre vaccini a oggi disponibili.

Le raccomandazioni possono essere aggiornate in base alle varianti del virus

Le raccomandazioni della nuova circolare sono tuttavia modificabili ed il ministero sottolinea che “potrebbero essere oggetto di rivisitazione qualora dovessero emergere e diffondersi varianti di Sars-CoV-2 connotate da un particolare rischio di reinfezione”. Vale a dire che anche chi per adesso è ritenuto al sicuro con una sola dose potrebbe doversi vaccinare nuovamente.

Sileri: “Somministrare subito prima dose e persone più fragili”

Dal canto suo, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri fa presente che sul piano vaccini c’è ancora forte ritardo. “Con il progredire della vaccinazione dovremo osservare un calo dei ricoveri e della mortalità, ma finora il numero di vaccini somministrati non è significativo. A marzo però arriveranno più dosi e sarà importante somministrare almeno la prima dose alle fasce più fragili della popolazione“. Sileri spiega che “c’è stato già un calo dei casi tra il personale sanitario che è stato già vaccinato. Dobbiamo spingere di più per vaccinare anche i liberi professionisti, farmacisti ed odontoiatri. Bisogna accelerare la campagna vaccinale. Fare una singola dose non significa non fare la seconda dose o ritardarla di tanti mesi. Significa poter fare la prima dose a più persone e poi quando ci saranno più vaccini procedere con il richiamo”, conclude il sottosegretario alla Salute.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Ringraziando per cotanta magnanimità, su quale base scientifica chi ha già fatto il Covid deve pure subire il vaccino seppur monodose?! E per chi si è fatto il Covid un po’ di tempo fa, in forma evidente, riuscendo a gestirlo da solo, in rispettoso silenzio e con dovute misure cautelari verso il prossimo (per la verità l’ educazione insegna-va che quando hai l’ influenza e non un raffreddore non vai in giro ad impestare gli altri), varrà la sua parola di uomo d’onore, in fede, autocertificante?!

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