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Modena, 4 dic – L’hanno chiamata “esperienza sensoriale all’origine della migrazione” ma si legge “lezione di white guilt e di propaganda filo-immigrazionista”. I fruitori – non volontari – sono gli studenti di alcune classi di istituti superiori modenesi che hanno partecipato a un “laboratorio” nell’ambito del Festival delle migrazioni in corso in questi giorni a Modena. L'”esperienza”, organizzata all’interno del Centro Famiglia di Nazareth ha lo scopo – sulla carta – di far comprendere i “diversi motivi che portano una persona ad attraversare i confini” attraverso “sensazioni, rumori e odori”.

L'”esperienza sensoriale”

Nel concreto, gli studenti vengono bendati, costretti a girare scalzi, investiti con spruzzi d’acqua a mimare le onde marine e avvolti in coperte termiche; gli vengono fatte indossare cuffiette che trasmettono rumori e musiche, vengono fatti salire a spintoni su di un gommone da dei solerti volontari. Un vero e proprio tentativo di lavaggio del cervello immigrazionista per alzare il livello di empatia nei confronti dei clandestini da parte dei giovanissimi, che una volta tornati a casa saranno “belli e inquadrati” per sostenere la narrazione dell’accoglienza buona e indiscriminata. Il tutto – fatto ancora più grave – accade nell’alveo della scuola pubblica.     

La Lega insorge

L’iniziativa ha scatenato la reazione della Lega modenese, che in un comunicato diffuso su Facebook ha duramente stigmatizzato l’iniziativa: “Non si comprende l’utilità pedagogica di iniziative di tal fatta, che in realtà altro non sono che tentativi di indottrinamento pro migranti – spiega il Carroccio – l’iniziativa specifica, non a caso, ha causato l’irritazione e il disappunto (ovviamente non manifestato apertamente per evitare eventuali ritorsioni o “reprimende”) di alunni e genitori, anche perché questi ultimi in particolare non sarebbero stati interpellati dagli organi di rappresentanza dei propri istituti sull’opportunità di coinvolgere soggetti di età minore, o comunque non ancora in grado di autodeterminarsi consapevolmente, in iniziative di dubbio gusto”.

Quali “profughi”?

La Lega ricorda poi i dati diffusi dalla stessa Fondazione Migrantes (promotrice del “festival” assieme all’associazione di volontariato “Porta Aperta”, col patrocinio del Comune di Modena), secondo cui “otto domande su dieci dei richiedenti asilo vengono respinte dalle Commissioni Territoriali, il che sta a significare che la maggior parte di essi è formata da immigrati “irregolari”, ovvero da “migranti” che non si avventurano certo in mare per scappare da guerre o persecuzioni”. Per la Lega, la scuola dovrebbe essere “il luogo del (libero) apprendimento e che gli alunni, in quanto soggetti dotati di piena dignità”, sicuramente non il tempio della “propaganda filo-governativa mascherata da una ‘letteratura festivaliera’ volta a mitizzare la figura del ‘migrante”, conclude il Carroccio modenese.

“Ora sapete per chi votare”

Gli fanno eco i forzisti Antonio Platis, candidato alle regionali del 26 gennaio, Enrico Aimi, senatore, e Andrea Galli, presidente del gruppo Fi in Regione: “La storia che abbiamo raccolto da un ragazzo di 17 anni è gravissima. Sono stati costretti a togliersi le scarpe. Gli ‘operatori’ del centro hanno bagnato i piedi agli alunni e poi hanno caricato su un finto gommone la scolaresca. Per simulare il mare hanno utilizzato un ventilatore che sparava aria gelida sulla faccia e, di tanto in tanto, arrivavano anche gli spruzzi di acqua per ricordare le onde”. Non solo: “mentre i ragazzi erano bendati: il percorso prevedeva anche una finta visita medica, in cui la guardia costiera spintonava gli studenti-migranti e faceva inginocchiare tutti in fila per terra“. Agli azzurri risulta inoltre che a un operatore, terminata l’esperienza sensoriale, sia scappata una battuta del tipo “ora sapete per chi votare”.

Cristina Gauri

16 Commenti

  1. Considerano gli studenti così cretini? Ma come mai?! Ah già, volevano farli votare prima e così tengono i loro posti nel lavoro “socialmente utile”…, facendo soffrire altri!

  2. Credo che sia difficile inventarsi qualcosa di più assurdo di questo. È un’idea che tradisce la banalizzazione più assoluta del problema e la sua trasformazione in folklore. Non basta trovarsi su un gommone bendati per capire cosa significa essere un profugo. Questo è giocare a mosca cieca. Se chi vuole sensibilizzare a questo tipo di sensibilità verso il problema stiamo freschi

  3. Forse volevano far capire agli studenti italiani.che con tutti i soldi che si spendono con i migranti…adesso pure il reddito di cittadinanza..con annessi arretrati..quello sarà l’unico futuro a cui possano ambire..fuggire dell’Italia con ogni mezzo..

  4. E vero, tanti immigrati rischieno la vita per una vita migliore chi non capisci sono le persone senza cuore!

  5. Il razzismo avvelena cuore è l’anima delle persone, tutti siamo i figli di Dio nessuno non vivera eterno a che serve questo odio?

  6. Senti Ismail narcis, chi è senza cuore è chi li lascia andar via, per finire in un Eden che non c’è ! Hai idea di quanti avranno un futuro veramente felice? Chiedilo ai vecchi immigrati italiani in Canada, che per dignità fanno finta di niente, ma se non sei pirla capisci. Ma di quale odio parli…

  7. Per LORO, quelli che ODIANO, sono coloro che VORREBBERO IMPEDIRE alla NEGRANZA di fare IMPUNEMENTE & IMPUNITAMENTE i LORO PORCI COMODI in casa NOSTRA! COLORO che ne hanno PIENE le BALLE di MANTENERLI a SBAFO TUTTA LA VITA, etc., etc, È proprio così DIFFICILE da CAPIRE?….. I NEGRACCI cercano solo il BENGODI! A SPESE di QUALCUNO!!!…..

  8. Ma il bengodi qui non c’è, l’ Eden non c’è da nessuna parte; e così difficile da capire e da far capire?! Ong, immanenti cristiano sociali e altro gettano fumo, per incassare su un prodotto che non c’é. I “negracci” sono dei sfortunati, obbligati, come i ns. immigrati. Gli immigrati italiani in Svizzera, qualche decennio fa rischiavano la pelle, se entravano in un bar di sera… L’ evoluzione furba è non metterli in difficoltà da subito! Commodo non comodo!

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