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Bologna, 4 dic – Quando l’autorazzismo diventa legge, in modo che gli italiani siano discriminati per favorire i non italiani, in questo caso i nomadi. Accade in Emilia Romagna, grazie – neanche a dirlo – a una legge regionale del Pd, che in teoria dovrebbe garantire ai nomadi “parità di trattamento” ed evitare forme di “discriminazione”. In realtà, invece, è una legge che impone disparità di trattamento e una discriminazione razziale verso gli italiani. Sì, perché di fatto il piano messo in campo a Bologna sembra a tutti gli effetti una “legge razziale che discrimina gli italiani”, perché favorisce i sinti e i rom rispetto a tutti gli altri. “Un cittadino che non appartiene alla comunità sinta o rom non può accedere ai progetti riservati a quelle etnie – fa presente Umberto Bosco, consigliere comunale della Lega – E questo è discriminatorio”.

Il piano pro nomadi del Pd

Ma veniamo alla “bella pensata” del Pd, come racconta ai suoi lettori Il Giornale. A Bologna per smantellare una grande area sosta (e tutto quello che comporta in termini di degrado e sicurezza) per sinti nel quartiere Navile, zona nord della città, la giunta dem ha deciso di trasferire 30 sinti in due microaree familiari. Il tutto secondo lo stesso principio dell’area sosta, ossia piazzole, case mobili, bagni in comune. Con la “pia illusione” che si possa così ridurre il degrado. Una mossa che grava pesantemente sulle tasche dei contribuenti: circa 300 mila euro solo di opere pubbliche, da sommare ai 900 mila euro spesi in nove anni per luce e acqua dell’area sosta (che poi sarebbe un campo nomadi). “A casa mia le bollette le pago io – è l’attacco di Galeazzo Bignami, deputato bolognese di FdI – Non le faccio pagare ai cittadini. Non possono sempre vivere a nostre spese”.

“Le nuove microaree sono solo per rom e sinti”

Ma quello che irrita non è l’ingente somma investita, ma lo sfacciato favoritismo espresso dall’amministrazione piddina. Le nuove microaree – si legge in un documento del Comune – saranno utilizzabili “esclusivamente” dai “nuclei appartenenti alla comunità rom e sinta selezionati dai servizi comunali”. Questo significa che se un residente semplicemente italiano fosse in emergenza abitativa e non ancora in lista per una casa popolare, non potrebbe ottenere la piazzola dove parcheggiare una casa mobile.

Previste anche deroghe sugli abusi edilizi

Ma non finisce qua. Il piano pro nomadi prevede deroghe anche sugli abusi edilizi. Infatti, per svuotare l’area sosta, è prevista anche la costruzione di microaree private in terreni acquistati dagli stessi sinti. A Bologna ne è già stata approvata una, dove una famiglia ha dimostrato di essere proprietaria di un appezzamento di terreno e il Comune darà l’autorizzazione a viverci. Ma tale provvedimento permette che la microarea privata sorga in via Benazza, in un territorio “rurale” in “ambito agricolo di rilievo paesaggistico”. Ebbene, il sito comunale avverte che in questo tipo di aree è “esclusa la possibilità di realizzare nuovi edifici ad uso abitativo su fondi agricoli che ne siano sprovvisti”. Ma i sinti ci piazzeranno la loro casa mobile e potranno costruire pure altri due prefabbricati. “Il Pd ha permesso ai nomadi di edificare in zone dove non sarebbe possibile – sottolinea il leghista Bosco – se lo facesse un cittadino qualunque, sarebbe considerato un abuso edilizio“.

L’autore di questa “bella pensata” è il governatore Bonaccini

Chi è l’autore di tutto ciò? Ovviamente l’attuale governatore Pd dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ricandidato alle elezioni del 26 gennaio 2020. E’ lui che con una “disciplina di favore” permette ai nomadi di commettere degli abusi edilizi. La nuova legge, infatti, stabilisce che l’individuazione delle microaree “non comporta la modifica della destinazione urbanistica delle stesse”. Insomma, in soldoni significa che un territorio rurale non deve essere trasformato ufficialmente in “residenziale” per costruirci un mini campo nomadi. Questo perché “si tratta di un uso speciale” pensato apposta per rom e sinti. Infine, l’ulteriore beffa: le microaree non sono soggette “alla disciplina che attiene ai vincoli che gravano sul territorio”. Questo perché gli insediamenti dovrebbero essere temporanei, visto che i nomadi – come dice in teoria la parola – si spostano. Ma con un trattamento di favore del genere, è veramente improbabile che “schioderanno” (a meno che a gennaio Bonaccini non venga riconfermato).

Adolfo Spezzaferro

5 Commenti

  1. Di fatto i rom diventano l’ avanguardia di semplificazioni, agevolazioni, aiuti burocratici. Un esempio interessante del quale chiediamo una applicazione democratica: le pari opportunità di partenza anche per tutti gli italiani in difficoltà logistiche.

  2. ieri sera a quarto grado Casamonica show! Vittime di discriminazione razziale “metteteci in un lager e sterminateci tutti”, Vittime anzichè carnefici, così, senza pudore.

  3. Noi Sinti siamo nati nelle roulotte e carovane e come diceva la grande Moira Orfei io sono nata in una carovana e morirò in una carovana questo fa parte della nostra etnia e mi sembra giusto che siano rispettate anche le nostre usanze essendo cittadini Italiani da generazioni, noi siamo nomadi si è giusto, e chi a le giostre ancora si sposta per le varie città ma d’inverno la stagione lavorativa finisce e i nostri figli iniziano la scuola ed i nostri mezzi vanno parcheggiati,per questo compriamo terreni per poter dare comodità ai nostri figli di potere studiare durante la stagione invernale e poterli mandare a scuola,noi paghiamo le tasse come come tutti i cittadini Italiani e non ci a mai regalato niente nessuno abbiamo sempre pagato acqua e luce e tasse dei rifiuti ecc…e non abbiamo mai chiesto aiuti a nessuno.per i Sinti che lavorano e sono stanziali ma pur sempre Sinti con l’abitudine e l’usanza di abitare in roulotte ma non per questo devono essere descriminati perché compriamo noi i terreni e non facciamo abusi edilizi perché abbiamo delle roulotte o delle case mobili che non hanno nessuna fondamenta,ed infine nessuno italiano che non sia nato in una roulotte penso che ci vorrebbe stare perché non e nella sua usanza e ci e nato,perché fare il periodo estivo e un conto ma viverci e un altro.

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