Roma, 31 ott – “Ma state zitti e studiate, parlate con alle spalle un edificio fascista progettato da Marcello Piacentini”. Così Vittorio Sgarbi ha fulminato un gruppetto di studenti antifà de La Sapienza, intervenuto ieri sera a Non è l’Arena, su La7. Il critico d’arte ha di fatto messo a tacere chi ha tentato di impedire, proprio a La Sapienza, un convegno organizzato da Azione Universitaria.

“Fuori i fascisti”, ma poi piangono

Il modus operandi dei prodi antifà è stato lo stesso di sempre: con urla sguaiate e striscione “fuori i fascisti dall’università”, hanno provato a bloccare un’iniziativa culturale soltanto perché a loro invisa. Dopodiché hanno iniziato a piangere perché la polizia ha impedito loro l’accesso all’aula in cui stava per tenersi il convegno. Durante la trasmissione condotta da Massimo Giletti, alcuni rappresentanti dei collettivi antifascisti che hanno animato la contestazione, non hanno però ammesso che il loro intento era esattamente quello, ovvero impedire che si svolgesse l’iniziativa. Lanciando poi accuse di “fascismo” a tutti: organizzatori, governo, relatori.

Sgarbi asfalta gli antifà de La Sapienza: “Il problema è il comunismo delle vostre menti”

A quel punto Sgarbi, presente in studio, è intervenuto a gamba tesa: “State zitti e studiate, parlate con alle spalle un edificio fascista realizzato da Marcello Piacentini”. Per poi tuonare contro il gruppetto esagitato: “Ma quale fascismo, il problema di questo Paese è il comunismo delle vostre menti“. Ricordiamo che la Città Universitaria è stata fortemente voluta da Benito Mussolini, al fine di realizzare un centro universitario all’avanguardia nella capitale d’Italia. Il progetto del Piano Generale del nuovo Ateneo fu affidato al grande architetto Marcello Piacentini, che nel 1932 coinvolse diversi giovani architetti razionalisti. Il tutto, peraltro, è opportunatamente ricordato anche sul sito ufficiale de La Sapienza.

Finanche Luca Telese, giornalista di sinistra, ha accusato gli antifà de La Sapienza di voler mettere in piedi una sorta di revival degli anni Settanta: “Ho frequentato quella stessa università. Non c’erano queste scene. Azione universitaria faceva i suoi convegni e non c’era muro contro muro per impedirgli di parlare”. Ponendo poi una schiacciante domanda, rimasta senza risposta, al gruppetto: “Ma se mentre un convegno vostro arrivava uno con lo striscione ‘fuori i comunisti dall’università’ e 200 persone dietro, voi che facevate? Li facevate entrare e offrivate il caffè? Non credo”.

Alessandro Della Guglia

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