Ancona, 23 nov – Primo sì in Italia al suicidio assistito: il comitato etico dell’Asl delle Marche (Asur) ha attestato che Mario (nome di fantasia di un marchigiano tetraplegico immobilizzato a letto da 10 anni) possiede i requisiti per l’accesso legale al farmaco letale. Il via libera è arrivato dopo due diffide legali all’Asur e l’aiuto offerto dall’Associazione Luca Coscioni. Mario è il primo malato in Italia a ottenere il via libera al suicidio medicalmente assistito, dopo la sentenza Cappato-Dj Fabo emessa dalla Corte Costituzionale.



Suicidio assistito, primo sì in Italia per un tetraplegico immobilizzato da 10 anni

“Mi sento più leggero, mi sono svuotato di tutta la tensione accumulata in questi anni”. Sarebbe il commento del malato riportato dall’associazione dopo aver letto il parere del comitato etico. “Sono stanco e voglio essere libero di scegliere il mio fine vita. Nessuno – afferma in un video – può dirmi che non sto troppo male per continuare a vivere in queste condizioni”, e “condannarmi a una vita di torture. Si mettano da parte ideologie, ipocrisia, indifferenza, ognuno si prenda le proprie responsabilità, perché si sta giocando sul dolore dei malati”.

Cappato dell’Associazione Luca Coscioni denuncia lo scaricabarile: “Mario va avanti grazie a tribunali”

“Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha a tutti gli effetti legalizzato il suicidio assistito, nessun malato ha finora potuto beneficiarne, in quanto il Servizio sanitario nazionale si nasconde dietro l’assenza di una legge che definisca le procedure – afferma Marco Cappato, tesoriere dell’associazione -. Mario sta comunque andando avanti grazie ai tribunali, rendendo così evidente lo scaricabarile in atto. Dopo aver smosso l’azienda sanitaria locale che si rifiutava di avviare l’iter, ora è stata la volta del comitato etico. Manca ora la definizione del processo di somministrazione del farmaco eutanasico”, chiarisce Cappato. Tuttavia, “per avere regole chiare che vadano oltre la questione dell’aiuto al suicidio e regolino l’eutanasia in senso più ampio – fa presente – sarà necessario l’intervento del popolo italiano. Con il referendum che depenalizza parzialmente il reato di omicidio del consenziente”.

Cosa stabilisce la Corte Costituzionale

Mario, 43 anni, è paralizzato dalle spalle ai piedi per un incidente stradale da 10 anni. Nel dettaglio, il comitato etico della Asur Marche ha deciso che ci sono le condizioni per il suicidio assistito, secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale. Ossia Mario è tenuto in vita da trattamento di sostegno vitale, è affetto da una patologia cronica irreversibile, la sua patologia è fonte di sofferenze intollerabili, è pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Secondo la procedura, potrà cambiare idea anche all’ultimo istante, perché il suicidio medicalmente assistito prevede l’azione della persona che lo chiede. In sostanza, soltanto lui (che muove solo il dito mignolo della mano destra) potrà autosomministrarsi il farmaco letale. Non sarà pertanto consentito l’intervento di nessun medico, come sarebbe invece possibile nel caso dell’eutanasia.

Ludovica Colli

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