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Roma, 29 lug – Il suicidio di Giuseppe De Donno, ex primario di pneumologia all’ospedale Carlo Poma di Mantova e padre della terapia anti Covid con plasma iperimmune, ha scosso tutti. Sui social è immediatamente scoppiata una bufera, con diversi utenti perplessi e altri che non credono al gesto estremo. Adesso sul suicidio del 54enne dottore, trovato morto nella sua casa di Eremo di Curtatone (Mantova), la Procura della città lombarda ha aperto un’inchiesta. Come mai?



Suicidio De Donno, perché la procura ha aperto un’inchiesta

Stando alle prime informazioni pervenute, De Donno si sarebbe suicidato impiccandosi ed è stato trovato dai familiari ormai privo di vita. Al momento però i motivi del drammatico gesto non sono però stati chiariti. In casa, i carabinieri che coordinano le indagini non hanno trovato nessuna lettera d’addio, nessun biglietto che possa spiegare un gesto così estremo. De Donno era amato e apprezzato dalla sua comunità. Il suo nome era balzato agli onori delle cronache nel 2020 durante i primi mesi della pandemia, quando propose la cura al plasma iperimmune per i pazienti con gravi forme di Covid.
I carabinieri e il giudice che indaga sull’accaduto hanno sentito i familiari, la moglie e i due figli di De Donno. Cellulari e computer del medico sono stati posti sotto sequestro. Di fatto al momento restano poco chiare le motivazioni che avrebbero spinto il dottore a questo gesto. E ora la Procura di Mantova vuole vederci chiaro.

Trauma mai superato?

E’ possibile che De Donno non sia riuscito a superare un trauma? Difficile dirlo al momento, quel che è certo è che la cura con il plasma iperimmune scatenò una vergognosa campagna social denigratoria nei confronti del medico.

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“Troppe calunnie, insulti, irrisione dei colleghi da talk tv col sopracciò. Gli stessi che ci impongono il #greenpass”, cinguetta la giornalista Maria Giovanna Maglie. Meno di un mese fa, il 5 luglio, De Donno si era dimesso dal ruolo di primario di pneumologia dell’Ospedale di Mantova, tornando alla sua attività di medico di base, apparentemente con entusiasmo. Non è escluso però che in realtà covasse dentro di sé un forte malessere, sentendosi abbandonato e mortificato. Ed è questo che adesso dovrà essere chiarito.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. L’hanno suicidato gli amici dei cinesi avvelenatori, cioe’ quei pidiastri e virologiastri ipocriti omertosi che l’hanno ostacolato in tutti i modi. Di queste categorie di bugiardi collusi con le industrie farmaceutiche faremmo volentieri a meno e la loro sparizione non costituirebbe un gran danno; De donno ha guarito numerose persone;;la sua scomparsa rappresenta un perdita grave. I virologiastri ufficiali non parlano ;di altro che di vaccino, mai di cure alternative Rendono un pessime servizio allascienza ed alla coiiettivit aealche

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