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Roma, 20 lug – I genitori di Seid Visin, calciatore 20enne di origini etiopi che ha condiviso la maglia delle giovanili del Milan anche con Donnarumma, fanno sapere ora che con il suicidio del figlio c’entra anche il razzismo.



Suicidio Seid, i genitori: “Il razzismo ha contato nella morte di nostro figlio”

“Adesso ci è tutto più chiaro…”, dice il padre di Seid al Corriere della Sera. Perché “in quei giorni eravamo scioccati, confusi. Mia moglie lo ha trovato in quelle condizioni… una cosa devastante. Abbiamo alzato dei muri per difenderci dal dolore e per respingere un assalto mediatico che non ci aspettavamo. Non era tempo per ragionare su quello che ci era caduto addosso. Ora invece lo sappiamo: sì, il razzismo ha contato nella vita e nella morte di nostro figlio”. Uno choc ovviamente comprensibile, una bruttissima storia che colpì tutti.

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“Seid era un ragazzo che aveva dei cassetti segreti chiusi nella sua mente, c’erano dentro dispiaceri e abusi subiti in Etiopia da piccolo, contenevano tutte le sue fragilità. Questo ha certamente contato nella sua decisione di togliersi la vita. Ma in quella decisione c’è anche il razzismo che ha vissuto come ragazzo nero qui in Italia”, dice adesso il padre. Versione dunque cambiata a distanza di un mese e mezzo dal suicidio di Seid.

Cosa dissero i genitori subito dopo il suicidio del figlio

“Il gesto estremo di Seid non deriva da episodi di razzismo”, dichiararono infatti i genitori del ragazzo ai taccuini di Telenuova. Come allora riportava sempre Telenuova, i genitori del ragazzo avevano inoltre detto “in particolare che la lettera che in queste ore sta circolando su svariate testate giornalistiche è tratta da un post Facebook di quasi 3 anni fa. I genitori escludono con fermezza quindi ogni correlazione tra il gesto e la pista razzista, e arrivano a parlare di strumentalizzazione delle parole di Seid”. Oggi, anche su quella lettera, i genitori dell’ex giovane calciatore dicono altro: “La leggeremo e la discuteremo nelle scuole, nei campi di calcio, nelle conferenze. Lo faremo per lui e per ogni Seid che si sente fuori posto per il colore della sua pelle”.

Alessandro Della Guglia

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