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Roma, 9 ott – Ma voi ve li ricordate i Fridays for future? Ve li ricordate i gretini? Termini e concetti preistorici, immagini che si perdono negli echi del tempo, del mondo e dell’Italia prima del coronavirus – che avrà recato tante disgrazie, ma per lo meno ha avuto il considerevole merito di spazzare via tutta la retorica da messianismo ambientalista d’accatto del movimento guidato dalla Thunberg. Ubi coronavirus, Greta si attacca. Scusaci ragazzina, abbiamo alcune piccole criticità a livello globale da affrontare prima di occuparci degli spazzolini da denti in bambù. O meglio, lei ci prova a intervenire nel discorso ma non se la fila chiaramente nessuno. Immaginate quindi il nostro stupore quando stamattina le principali agenzie di stampa recavano notizia del clamoroso flop del Fridays for future a Piazza del popolo a Roma. 

Non se li fila più nessuno

Il concentramento – anzi il distanziamento – era previsto alle 9,30 di oggi. Ma la piazza che nel marzo 2019 aveva visto folle oceaniche acclamare l’allora sedicenne svedese – contesa dai salotti dei potenti di tutto il mondo, fresca di chiacchierata con il Santo Padre – secondo quanto riporta AdnKronos era vuota in modo imbarazzante. Eppure doveva essere il primo incontro dopo il lockdwon. Dove è stato dirottato l’entusiasmo degli adolescenti in questi mesi? «Le scuole si incontrano a piazzale Flaminio e poi entrano in Piazza», così commenta una studentessa cercando di motivare il flop. Ma anche piazzale Flaminio è vuoto. Un agente di polizia riferisce così all’Adnkronos: «Avrebbero dovuto essere circa 1500, ma in realtà al momento non ci sono più di 400 ragazzi».

E loro danno la colpa all’Azzolina

Ci pensa Iacopo, del coordinamento romano dei Fridays for Future Roma, a giustificare il vuoto cosmico di Piazza del Popolo: «è semivuota perché il movimento risente della pandemia e dell’ipocrisia della ministra Azzolina», dice all’Adnkronos e spiega: «A differenza del predecessore Fioramonti, l’Azzolina ha applaudito all’iniziativa ma non ha concesso i permessi di assenza da scuola agli studenti. Come dire agli operai di scioperare domenica». Povera Azzolina, con tutte le grane che c’ha le accollano pure la colpa del loro fallimento. «Il nostro sciopero più grande l’anno scorso ha funzionato grazie al permesso». Sì, ma allora non esisteva il coronavirus. E comunque, non ci fregate: già il dicembre scorso a Torino la piazza era semideserta.

Cristina Gauri

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