Roma, 17 nov — «In questo negozio non tagliamo i capelli alle donne»: è quanto si è sentita dire Elisabetta Zichella, 44 anni, rispedita a casa dal barbiere dopo aver prenotato  un taglio dal sito del negozio.



L’episodio, riportato da L’Arena, è avvenuto la settimana scorsa a Verona. Teatro della vicenda, un negozio «barba e capelli» presente all’interno del centro commerciale Adigeo. Elisabetta, lombarda d’origine e veronese d’adozione da quasi un decennio, ha uno stile decisamente mascolino nel vestire e nel portamento. Taglio, corto, vestiti da uomo, è amministratore delegato di Hdemy Group con sede agli ex Magazzini generali in Zai a Verona. Appresa l’esistenza del negozio Il Barbiere, aveva deciso di prenotare un appuntamento dal sito dell’esercizio.

Rispedita a casa dal barbiere: “Qui solo uomini”

«Il brand sembrava perfetto per me. Taglio da uomo, 35 minuti, prezzo giusto. Inserisco i miei dati anagrafici, prepago il servizio», scrive su Facebook. Elisabetta si presenta quindi all’appuntamento. «Alla persona che mi ha accolto si è aggiunto un ragazzo che mi ha spiegato che loro fanno solo tagli da uomo. Io ho risposto, sorridendo, di saperlo bene: ho scelto questo negozio apposta, un taglio da uomo è quello che porto da sempre e che voglio». Ma i due non vogliono sentire ragioni. «Guardando il collega e con un velato imbarazzo ha aggiunto che in questo negozio non si tagliano i capelli alle donne e che se li vedesse il titolare passerebbe dei guai. Sono rimasta inebetita e me ne sono andata».

Le lamentele sui social

Alla donna non rimane altro che indossare il cappotto e uscire dalla porta del Barbiere. «Mi sono sentita discriminata. Ho scelto un professionista, volevo proprio ciò che in quel negozio propongono. Che ne possono sapere di quanto fosse importante per me, che in un corpo di donna ci sono nata per sbaglio, potermi tagliare i capelli in un posto dove mi sarei sentita a mio agio?». Poi aggiunge: «Siamo sicuri che sia legittimo impedire a una persona di accedere a un pubblico esercizio a seconda del genere?».

Il Barbiere motiva la scelta

Evidentemente sì, e la risposta arriva proprio da uno dei soci fondatori del negozio, Il Barbiere. Nessuno vuole discriminare, si tratta di una scelta aziendale. «Nessun intento discriminatorio», spiega. «Aprire ad altri target, alle donne anche per tagli maschili, significherebbe di fatto diventare unisex. Abbiamo già un negozio che risponde a questa esigenza, la catena Trilab, in cui lavorano gli stessi professionisti», argomenta Stefano Frasson di Trilab. «Siamo al fianco delle donne, ne abbiamo nel nostro organico, ma abbiamo scelto riservare questi negozi a una clientela maschile».

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Di cosa si lamenta?? Il barbiere è un luogo maschile dove gli uomini amano stare senza per forza trovarsi tra le donne, in questo caso anche strana visto che si veste da uomo. Stesso dicasi per le parrucchiere, posto per le donne in cui possono farsi 4 chiacchere senza dover per forza interagire con clienti maschi.Oggi, i poteri dominanti cercano di aggredire le nostre identità sessuali, famigliari, religiose e nazionali.Loro vogliono individui senza storia ed identità da controllare e manovrare sin dalla nascita a loro piacimento ed è per questo che promuovono la rimozione delle differenze anche tra i sessi ,diversità che rappresentano una vera ricchezza dell’ umanità

  2. Anche io, italiano maschio bianco, mi sento discriminato quando sono costretto ad andare dal parrucchiere unisex visto che non esistono più i barbieri.

  3. A me è capitato diverse volte avendo i capelli molto lunghi di andare sempre in parrucchieria e tante volte mi sono sentito dire. Mi dispiace facciamo i capelli solo alle donne. Mi sono sentito anche io discriminato a questo punto.

Commenta