Il Primato Nazionale mensile in edicola

Torino, 28 set — Telegram ha oscurato il canale Basta Dittatura, la chat contro il green pass e l’imposizione del vaccino anti-Covid utilizzata da più di 40mila utenti famosa per essere diventata uno dei principali canali di comunicazione e coordinamento delle proteste.



Telegram chiude “Basta dittatura”

Un canale finito sotto la lente di ingrandimento dei magistrati, con il decreto di sequestro emesso dalla Procura di Torino dopo che erano stati diffusi indirizzi e numeri di telefono di rappresentanti delle istituzioni, scienziati e giornalisti: i giudici avevano richiesto la «collaborazione volontaria» degli amministratori della società con sede a Dubai. «Questo canale non può essere visualizzato perché ha violato i Termini di Servizio di Telegram», è quanto si legge da ieri notte se si tenta di accedere al canale.

Intimidazioni e minacce

La stessa pm a capo delle indagini era finita nel mirino della chat, assieme a Palazzo Chigi, il governatore del Piemonte Alberto Cirio e i nomi di alcuni noti virologi televisivi (Su tutti Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco). Minacciati anche i ministri degli Esteri e della Salute, Luigi Di Maio e Roberto Speranza. I reati ipotizzati sono istigazione a delinquere e violazione della privacy, che configurano la violazione dei termini di servizio della piattaforma fondata da Pavel Durov in materia di istigazione alla violenza.

Il testo del provvedimento era stato recapitato a «una mail istituzionale di Telegram che si chiama ‘Collaborazione volontaria’ utilizzato dall’autorità giudiziaria per informare la struttura legale del social di quanto si richiede e si ritiene opportuno fare». L’intento del pm era quello di chiudere il canale per «fermare la deriva di annunci e pubblicazioni in un crescendo di toni minacciosi».

Bassetti esulta

Si dice soddisfatto l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e oggetto delle minacce degli utenti di Basta Dittatura. «Speriamo che sia solo l’inizio, visto che già una volta era stato chiuso e poi riaperto. Io mi auguro che chi ha commesso su queste piattaforme reati molto gravi, che vanno dalle minacce allo stalking ad altri, venga perseguito molto rapidamente con processi fatti in maniera tempestiva».

Cristina Gauri



La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Chissà come mai anche Telegram segue l’agenda globale e chiude il becco ai pericolosi dissidenti rivoltosi che cercano nella loro incredula visione democratica di esprimere una loro opinione, ha di ovvio poiché Pavel Durov è Ebreo e il loro imperialismo in atto non deve essere scalfito…altro che dittatura questa è tirannia.

  2. E ci risiamo… Non tutti gli ebrei (come pure x altre religioni!), sono uguali.
    Senza dilungarmi, ripetermi davanti alla evidenza, ti cito uno del ovest, uno nostrano e uno del est! B.Fisher, M.Fini e A.Solgenitsyn. Volutamente molto diversi, non comparabili tra loro, tre dissidenti con i fiocchi !! Quello che citi è un asservito alla mangiatoia, di degenerazione tale o tal l’ altra, punto e basta. L’ imperialismo è (era) una idea ben più seria.
    Poi, che i social o raggruppamenti forzati furbescamente servano per vigilare in attesa di redimere, lo sanno anche i muri.

Commenta