Roma, 25 mag – A solo poche ore dalla conclusione della missione in Asia orientale del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, la Corea del Nord ha lanciato tre missili balistici nel Mar del Giappone, nella diciassettesima provocazione del regime di Kim Jong-un dall’inizio dell’anno. Secondo i rilevamenti dell’esercito sud-coreano, la Corea del nord ha lanciato due missili balistici a corto raggio e un missile balistico intercontinentale (Icbm) – uno Hwasong-17, il piu’ avanzato negli arsenali di Pyongyang – in una nuova violazione della moratoria auto-imposta sul lancio di missili balistici a lungo raggio e delle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Un nuovo test nucleare

A destare allarme a Seul sono, però, soprattutto i preparativi per un possibile test nucleare, che sarebbe il settimo test nella storia della Corea del Nord e il primo dal 3 settembre 2017 – il più forte mai compiuto da Pyongyang, nel pieno della crisi con gli Stati Uniti, allora guidati da Donald Trump – quando la Corea del Nord affermò di avere testato una bomba all’idrogeno.

Una forte tensione regionale

Gli Stati Uniti hanno condannato i lanci di Pyongyang, chiedendo alla Corea del Nord di interrompere le provocazioni e tornare al dialogo, dopo i lanci di oggi il segretario di Stato Usa, Anthony Blinken ha avuto colloqui telefonici con i suoi omologhi sud-coreano (Park Jin) e giapponese (Yoshimasa Hayashi) manifestando la “seria preoccupazione” di Washington. I lanci di Pyongyang si inseriscono in un contesto di forte tensione regionale dopo la visita in Corea del Sud e Giappone di Biden, mentre oggi l’Esercito Popolare di Liberazione cinese ha confermato le esercitazioni di combattimento nel mare e nello spazio aereo attorno a Taiwan, definendo “ipocriti” gli Stati Uniti sulla questione dell’isola, dopo che Biden, lunedi’ scorso, aveva dichiarato che gli Usa sarebbero intervenuti a difesa di Taipei, qualora si fosse trovata sotto attacco della Cina.

Andrea Grieco

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