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Roma, 2 mar – Sembra sia arrivata la famigerata terza ondata, e ci siamo ridotti a sperare nell’arrivo della bella stagione che rallenterà bruscamente, come avvenuto un anno fa, la corsa del Covid-19. Questa è la nostra precaria condizione, intesa come aspettativa per il futuro del paese Italia. Il siparietto che si ripropone è il medesimo dei mesi scorsi, quando, all’indomani di timide riaperture, le autorità politiche e sanitarie puntarono il dito conto la cittadinanza rea di essere stata sui Navigli, tanto per citare uno dei posti simbolo dell’incoscienza italiana. Immancabile il prossimo premio Pulitzer pronto a immortalare con un’inquadratura idonea la folla che cammina, che mangia il gelato, che guarda le vetrine, che vive.

La terza ondata del “dagli all’untore”

Il tutto in ossequio alle direttive proveniente dal governo, il quale, a sua volta, recepisce pareri e informazioni dal Comitato tecnico scientifico. Dunque non masse ribelli, piuttosto masse di scolaretti disciplinati che escono di casa solo se il colore della propria zona lo consente e non rientrano a casa mai dopo il coprifuoco degno di tempi di guerra.
Inevitabile l’aggressione mediatica da parte di certi amministratori pubblici come Beppe Sala (sindaco, a volte, suona un po’ troppo romantico) nei confronti di chi ha osato, nelle ultime settimane di zona gialla o arancione, muoversi all’aperto tentando di riappropriarsi di una parvenza di normalità. E questa normalità consiste nell’esercizio dell’ormai non più scontata libertà di movimento, la quale viene, ripetiamo, concessa a singhiozzo dal gruppo di burocrati designati a governare il nostro destino. La responsabilità è sempre un po’ nostra, come ad ottobre con l’arrivo della seconda ondata di contagi.

Gli idioti, allora, erano i discotecari e i vacanzieri che presero dal governo il bonus vacanze. Per le feste natalizie dell’ormai passato 2020, i somari erano invece rappresentati da coloro che andavano per negozi a far compere per i regali di Natale, utilizzando probabilmente il famigerato cashback governativo, ideato proprio per indurre agli acquisti. Oggi, in un clima prevalentemente primaverile che indurrebbe anche un depresso aspirante suicida a mettere il becco fuor di casa, l’untore è chi esce a passeggiare, il quale, magari perché non abita in periferia o in campagna, scende nelle strade del centro città. Non sappiamo cosa ne pensi il nuovo governo, ma oggigiorno tutti noi ci spostiamo dalle rispettive mura domestiche solo se ci è espressamente consentito.

Un popolo ridotto all’ora d’aria

Sono già lontani i tempi delle timide manifestazioni di protesta contro le chiusure e le relative criminalizzazioni, oggi, forse grazie allo strano entusiasmo portato da Mario Draghi, siamo tutti desiderosi di abbeverarci alla sacra fonte del governo. Il quale, però, dovrebbe anche capire che se la composizione del blocco del ministero della Salute non viene minimamente scalfita, non ha senso parlare di discontinuità dato che il ritmo della vita del paese lo decidono precisamente quelle persone. Possiamo solo sperare che il generale Figliuolo riesca a imprimere un’accelerazione all’approvvigionamento dei vaccini e alla loro somministrazione, districandosi in quel labirinto burocratico cui l’UE ci ha fatti precipitare anche in questo caso.

D’altronde, lo scorso governo si vantava di essere ultra europeista, mentre gli unici paesi in grado di vaccinare in tempi record erano proprio quelli estranei all’elefantiaca Unione Europea. Chissà se il governo attuale, anche solo per scaramanzia, sarà capace di prenderne le distanze, cessando anche di bersagliare un popolo allo stremo che è stato ridotto all’ora d’aria.

Lorenzo Zuppini

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3 Commenti

  1. Traspare anche una grande verità tra le righe, B.Sala non sindaco ma grande capo (grande c…a!), degli amministratori condominiali… Ottimo input!

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