Roma, 2 mar – Si è spento all’alba nella sua casa di Cassino il dj e maestro del clubbing di statura internazionale Claudio Coccoluto. Cinquantanove anni, originario di Gaeta, lottava con la malattia da circa un anno. Accanto a lui la moglie Paola e i figli Gianmaria e Gaia. All’avanguardia in consolle da oltre 40 anni nel filone dell’elettronica underground, il primo Dj europeo a suonare al Sound Factory Bar di New York, Coccoluto si è contraddistinto per lo spirito innovatore che lo ha reso protagonista nel panorama del clubbing internazionale. Il risultato di una ricerca incessante e una spinta continua all’evoluzione.

Il socio Giancarlino ricorda Claudio Coccoluto

Tra i primi a esprimere cordoglio il socio di una vita Giancarlo Battafarano, in arte Giancarlino. Con lui Claudio Coccoluto nella Capitale aveva fondato il Goa, 25 anni di gloriosa storia. «Se ne va il maestro più grande e l’amico di sempre. Ha dato cultura alla musica nei club come dj e artista fuori dal coro. Sempre pronto a metterci la faccia con i media sia per gli aspetti gioiosi sia per i problemi del nostro settore. Con lui se ne va una parte di me». Coccoluto, ha esordito nel ‘78 come speaker nell’emittente locale Radio Andromeda. L’approdo nel mondo del clubbing arriva negli anni Ottanta. «Fui catapultato — diceva — nell’idea che il dj avesse un’essenza creativa».

L’impegno durante il lockdown

Durante la pandemia, che ha di fatto azzerato l’intrattenimento e il clubbing, è stato tra i più ferventi sensibilizzatori della politica e dell’opinione pubblica sulle difficoltà degli addetti ai lavori del settore. Un indotto di decine di migliaia di persone rimaste senza lavoro e senza stipendio, una situazione tragica che ha già mietuto alcune vittime. «Chi fa clubbing è un volano culturale per i movimenti giovanili, finora l’approccio delle istituzioni è stato riduttivo — spiegava nel maggio dell’anno scorso — sia il governo, sia il Mibact ancora non definiscono un ruolo definitivo per questo comparto, nonostante muova un indotto enorme. La mancanza di interesse e di sussidi crea una condizione pericolosa, i professionisti dovrebbero arrivare vivi a un’ipotetica data di riapertura che nessuno ancora conosce, mentre devono pagare l’affitto, le bollette…».

Sconfinato l’affetto dimostrato in queste ore dai fans, che a migliaia stanno scrivendo messaggi di cordoglio sui social. In molti chiedono che stasera, nella puntata di apertura del Festival di Sanremo, Claudio Coccoluto venga ricordato dal mondo della musica. «Se c’è qualcuno che può farlo nel modo migliore, quelli sono Amadeus e Fiorello»

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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