studenti_scuola (1)Terni, 18 mag – A Terni il preside dell’Istituto Federico Cesi, Giuseppe Metastasio, due giorni fa ha punito con 12 giorni di servizi sociali agli immigrati una ragazza italiana rea di aver pronunciato, nel corso di una lite con una compagna di classe marocchina le parole: “Torna in Marocco”. La ragazza, una studentessa al primo anno di Ragioneria dovrà svolgere il ruolo da assistente ai compiti per bambini stranieri.

A spiegare i fatti, accaduti lo scorso 4 maggio nella classe 1B dell’Istituto, è stata la madre attraverso un’intervista rilasciata al quotidiano online www.ternicitta.info.

Da quanto riferito sembra che la ragazza di origini marocchine sin dall’inizio dell’anno abbia attuato un comportamento provocatorio e scorretto nei confronti dei compagni di classe e che i professori, nonostante il continuo disturbo alle lezioni, le bestemmie e gli insulti come “Italiani di merda”, non abbiano mai preso posizione alcuna, favorendo la degenerazione di questi comportamenti.

Quel lunedì la ragazza marocchina stava litigando con una compagna di classe quando la ragazza punita sarebbe intervenuta per dividerle ma, dopo essere stata insultata anche lei, si sarebbe spazientita dicendo “Torna in Marocco!”. Da qui i provvedimenti “antirazzisti”. Il preside della scuola ha immediatamente convocato il consiglio di Istituto, nel quale sarebbe stata presa in considerazione esclusivamente la versione della ragazza marocchina con la conseguente decisione di punire la ragazza italiana con 12 giorni di assistenza compiti per bambini stranieri cosicché possa imparare la tolleranza. La madre della ragazza ha concluso annunciando che andrà fino in fondo a questa storia.

Del resto il preside Metastasio era probabilmente in cerca di qualche giorno di celebrità: infatti il suddetto è candidato alle prossime elezioni regionali, nella lista “Umbria più uguale” che mette insieme La Sinistra per l’Umbria, le liste civiche progressiste, Sinistra Ecologia e Libertà e che sostiene la candidatura a presidente della Regione di Catiuscia Marini del Pd. Sembra esserci un invischiamento tra la campagna elettorale e la buona amministrazione della scuola pubblica. Magari sarebbe stato opportuno, vista la candidatura, la sospensione delle funzioni da dirigente scolastico anche per poter garantire un operato al di sopra delle parti e al di sopra di ogni sospetto ma soprattutto un operato rispettoso delle idee di tutti compreso chi la pensa differentemente da lui.

Marta Stentella

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3 Commenti

  1. Non ci sono più i giovani di una volta ai miei tempi la classe intera avrebbe fatto abbassare la cresta alla marocchina già dopo qualche giorno….Battute a parte leggo sempre più spesso di episodi simili sempre a danno degli italiani,inoltre è preoccupante come docente e dirigenti facciano politica,nelle scuole ci sta che i ragazzi muovano i primi passi tramite associaczioni o insegnanti di destra o di sinistra ,ma dal punto di vista didattico e amministrativo il personale deve restare neutrale

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