Roma, 7 feb — Ha torturato la figlia di un anno e mezzo per mesi, spruzzandole addosso uno spray deodorante per adulti che le irritava la pelle sino ad ustionarla, per poi rivolgersi alle cure degli ospedali che la ricoveravano per settimane, senza capire la natura di tali lesioni. dalle prime ricostruzioni sembra che l’obbiettivo della donna, una 29enne di Varese finita ieri in manette per maltrattamenti aggravati, era quello di tenere ricoverata la piccola in modo che soggiornasse in ospedale il più tempo possibile.

Tortura la bimba di un anno e mezzo con lo spray deodorante

Per tre volte la madre si era recata in diversi ospedali della zona, portando la piccola che lamentava gravi irritazioni sulle braccia e sul corpo. In quelle occasioni i medici avevano condotto ogni tipo di indagine: test allergologici, esami del sangue, controlli sulla dieta e sui vestiti della piccina. Nulla era emerso. Sino all’ultimo ricovero (il quarto), durato tre settimane e mezzo. Parte nuovamente la trafila degli accertamenti. «Sin dai primi esami non è stata identificata alcuna patologia naturale nota in letteratura». Poi tra i medici inizia a serpeggiare il sospetto che le lesioni, talmente profonde da risultare sanguinanti, fossero. «indotte dall’esterno». Analisi su campioni cutanei, i prelievi di sangue e i campioni di capelli» certificano la presenza di «elevati livelli di alluminio».

Le indagini

A quel punto il personale decide di rivolgersi al Dipartimento fasce deboli della procura di Milano, che con il pm Pasquale Addesso apre un fascicolo affidato alla squadra Mobile. La lente d’ingrandimento della procura è puntata sulla madre: presente a tutti i ricoveri, non lascia mai la bimba. E’ lei che la cambia, la lava, la veste. A confermare i sospetti sono le immagini acquisite dalle telecamere installate dagli investigatori nella stanza d’ospedale: in molteplici occasioni la madre afferra la piccina, la sveste e si avvicina con un oggetto di forma cilindrica. I microfoni registrano il rumore di uno spruzzo spray della durata di circa «dieci secondi», al quale, ogni volta, segue il pianto disperato della vittima. Le riprese, relative alle giornate del 31 gennaio e del 1° febbraio, inchiodano la madre.

Azioni consapevoli e volontarie

A questo punto rimane solo da analizzare lo spray: si tratta di un deodorante per adulti al borotalco, che comunemente contiene tracce di alluminio. Un uso ripetuto e continuo della sostanza, sulla delicatissima pelle di una bimba di nemmeno due anni, è sufficiente per provocare lesioni e ustioni. «Adesso viene fuori che è colpa mia», tenta di difendersi la donna quando i medici le chiedono del deodorante. Secondo il gip Nobile si tratta di «azioni consapevoli e volontarie». La piccola è stata affidata ai Servizi sociali. Ora gli esami psichiatrici chiariranno se la donna sia affetta da problemi depressivi o altri disagi psichici.

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Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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